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Il pacco di aiuti alimentari gettato nell’immondizia: la triste scoperta di una volontaria
È successo a Castiglione della Pescaia. L’assessora al sociale e la sindaca Nappi: «Questo gesto è stato uno schiaffo alla miseria, faremo più controlli»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Quando e andata a buttare la spazzatura e nel cassonetto dell’immondizia ha riconosciuto i prodotti, è letteralmente trasecolata. Perché quei generi alimentari Pia Lucchetti, volontaria del comitato della Croce Rossa di Castiglione della Pescaia che si occupa dei pacchi famiglia, li aveva confezionati con le proprie mani mettendoli nei pacchi di Natale che tradizionalmente l’associazione consegna alle famiglie con disagio economico in questo periodo dell’anno. Qualcuno a cui era stato affidato quel pacco solidale, riempito di cibo buono, ha pensato bene di scaraventarlo in uno dei cassonetti un po’ appartato, in una zona di campagna alle porte del paese. Perché probabilmente i prodotti in questione non erano di suo gradimento. A Natale non tutti sono “buoni”, con ogni evidenza.
«Ci sto male da ieri – spiega Lucia Dimichele, responsabile delle attività sociali della Croce Rossa castiglionese – Avrebbero fatto prima a regalare quei prodotti che a buttarli. È stato davvero un brutto episodio che ci ha lasciati a bocca aperta. Il dispiacere è tanto, anche perché quelle derrate alimentari derivano dal Fondo europeo per gli indigenti (Fead) e per ottenerli abbiamo seguito una procedura amministrativa lunga e complicata. Quest’anno, inoltre, grazie alla sezione locale del Lions Club, ogni pacco conteneva anche un buono da 100 euro per l’acquisto di alimenti freschi. Veramente un gesto inqualificabile».
Il locale comitato della Cri animato da una sessantina di volontari, presieduto da Emanuele Montefalchesi, annovera fra le proprie attività anche quella della distribuzione dei pacchi alle famiglie indigenti. Il cibo, scatolame e alimenti già confezionati a lunga scadenza, viene procurato attraverso due raccolte all’anno presso i supermercati Unicoop Tirreno e Q+, grazie alla generosità di aziende locali come la Fredditalia, ai bandi del Fead (il fondo europeo per gli indigenti).
«Consegniamo i pacchi contenenti cibo una volta al mese a una trentina di famiglie castiglionesi con nuclei familiari composti da una a quattro persone – spiega il presidente – A Natale e Pasqua i pacchi sono anche più grandi del solito, tenuto conto delle festività. Fra l’altro noi li consegniamo solo a persone che ci vengono segnalate dal servizio sociale del Coeso. In inverno il numero dei pacchi è più alto che durante il periodo estivo, quando alcune fra le persone alle quali li consegniamo trovano lavoro stagionale e quindi non vengono sussidiate. Ovviamente questa cosa ci ha sconvolto, perché è inaccettabile sprecare il cibo, a maggior ragione in tempi difficili come questi e in un periodo come quello del Natale».
Questa cosa ha ovviamente fatto il giro del paese in pochissimo tempo, suscitando un’ondata di indignazione. Tanto da spingere la sindaca Elena Nappi e l’assessora al sociale Sandra Mucciarini a prendere una posizione ufficiale. «Purtroppo – ha commentato l’assessora sui social, dove ha ricevuto alcune foto che documentano quanto accaduto –, chi ha ricevuto il pacco evidentemente non ne aveva tanto bisogno. Che non ne avesse bisogno ci fa piacere, ma certo poteva rifiutarlo: avrebbe potuto far bene ad un’altra famiglia. Questo gesto è stato uno schiaffo alla miseria. Al di là del nostro stupore e dalla presa di giro non ci interessa, perché non lo merita, neppure sapere chi sia stato».
La sindaca Nappi non starà con le mani in mano: «Saremo costretti – conclude Nappi – a fare più controlli e a dare una stretta all’erogazione sia dei contributi che dei pacchi alimentari perché non è tollerabile in un momento come questo di crisi, di difficoltà delle famiglie bisognose che aumentano continuamente sul territorio, vedere uno spreco del genere. Abbiamo anche coinvolto le forze dell’ordine nei controlli, che saranno ancora più serrati perché ciò che è accaduto è una vergogna», conclude.
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