Toscana
Grosseto, padre e figlio litigano e i poliziotti intervengono per calmarli. I due si coalizzano e se la prendono con gli agenti:«Vi ammazzo tutti e due»
Erano intervenuti per sedare una lite fra parenti ma sono stati aggrediti
Grosseto «Vi picchio a tutti e due, vi spacco la testa», e ancora «vi ammazzo, vi trovo domani, vi taglio la gola», e altre frasi dello stesso tenore.
Patrick Bianchi (25enne nato a Lucca), padre da poche settimane, si è rivolto con queste parole a quattro agenti delle Volanti che domenica sera gli hanno chiesto i documenti nei pressi di un noto locale di via Aurelia Nord. E questo mentre il padre Riccardo (41enne nato a Prato) prendeva i poliziotti a pugni e spintoni. Motivo per cui gli agenti hanno arrestato entrambi.
Ieri mattina il giudice Andrea Stramenga, dopo aver sentito le testimonianze di alcuni dei poliziotti, e le ragioni della pubblico ministero onoraria Elena Bartalini e dell’avvocata Luana Dettori del Foro di Livorno (in sostituzione del collega Riccardo Lottini del Foro di Grosseto), ha convalidato l’arresto di entrambi.
A chiamare la polizia era stato il titolare del locale perché padre e figlio stavano litigando animatamente. Erano circa le 20,25. Al loro arrivo, gli agenti avevano intercettato tre uomini che uscivano dal locale stesso: i Bianchi e una terza persona.
Alla richiesta dei documenti, Bianchi (figlio) si era dapprima rifiutato per poi strappare dalla divisa di uno dei poliziotti la spallina con i gradi e proferire le minacce di cui sopra (e altre ancora), mentre il padre cercava di guadagnare l’uscita menando le mani. Il terzo uomo, invece, oltre ad aver consegnato subito i documenti era poi rimasto per cercare di calmare a parole gli altri due.
La bagarre era infatti proseguita di nuovo dentro al locale, di fronte a testimoni e sotto gli occhi elettronici delle telecamere interne, per alcuni (lunghi) minuti. Due agenti erano stati spinti a terra mentre i Bianchi brandivano uno sgabello verso di loro; Patrick aveva anche cercato di scagliare un calcio al volto di uno dei poliziotti, mentre anche Riccardo minacciava gli agenti.
L’atteggiamento di padre e figlio non sarebbe cambiato neanche una volta arrivati negli uffici di piazza Palatucci, sede della questura (anche qui sotto alle telecamere). Né l’avvocato né la convivente di Riccardo e la compagna di Patrick erano riusciti a riportarli alla calma.
Resistenza in concorso a pubblico ufficiale, lesioni personali; per il solo Patrick danneggiamenti (la divisa dell’agente). Bartalini, oltre alla convalida degli arresti, aveva chiesto per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.
Nei confronti di padre e figlio, considerate le varie opzioni, Stramenga ha infine deciso per gli arresti domiciliari.
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