Il Tirreno

Grosseto

La perizia

Omicidio di Istia, Benedetta Marzocchi era incapace di intendere e volere

di Elisabetta Giorgi
Omicidio di Istia, Benedetta Marzocchi era incapace di intendere e volere

Il perito: vizio totale di mente quando avrebbe ucciso la madre, Giuseppina De Francesco

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Incapacità totale di intendere e di volere. È stato accertato questo ieri mattina in tribunale a Grosseto all’esito dell’incidente probatorio mediante la perizia psichiatrica su Benedetta Marzocchi, disposta dal giudice e svolta dallo specialista Romano Fabbrizzi.

L’incidente probatorio si è svolto dalle 10 alle 13 in camera di consiglio di fronte al gip Cecilia Balsamo, con il pm Giampaolo Melchionna, i difensori di Marzocchi – gli avvocati Enrico De Martino e Giulia Zani – e il dottor Fabbrizzi.

Benedetta Marzocchi è indagata per l’omicidio di sua madre Giuseppina De Francesco, avvenuto la notte tra il 7 e l’8 luglio nella villa di famiglia a Istia d’Ombrone.

Era capace di intendere e di volere e quindi imputabile e punibile, quando avrebbe ucciso la madre, oppure no? L’accertamento peritale era finalizzato a verificare proprio la sua imputabilità o meno, ovvero se lei dovesse e debba rispondere o meno penalmente del fatto.


L’incidente probatorio è uno strumento di prova guidato dal giudice e svolto in contraddittorio tra le parti, con il pm che dice la sua e le difese che dicono la loro. L’accertamento si conclude con l’acquisizione della perizia, che è stata discussa con la partecipazione difensiva delle parti in causa. L’incidente probatorio ha dunque la funzione di “provare” qualcosa: in questo caso doveva essere accertata la capacità di intendere e di volere di Marzocchi e quindi la sua imputabilità o meno.

Nel nostro ordinamento giuridico difatti chi è totalmente incapace di intendere e di volere non è imputabile, mentre chi lo è parzialmente è imputabile, ma la pena va diminuita. I riferimenti di legge sono rispettivamente l’articolo 88 (vizio totale di mente) e l’articolo 89 (vizio parziale di mente) del codice penale. La perizia ha accertato l’incapacità “totale” di Benedetta Marzocchi.

Con l’udienza di ieri si è chiusa la fase di acquisizione delle prove sulla sua imputabilità: la conclusione della perizia prelude verosimilmente a una decisione di chiusura del processo per “non imputabilità”. In quella sede verranno contestualmente applicate le misure di sicurezza previste dall’ordinamento nei casi del genere, a protezione della comunità e della stessa autrice del fatto.

«L’incidente probatorio – spiega l’avvocato Enrico De Martino – è stato lunghissimo, articolato e approfondito, è durato dalle 10 alle 13 e il risultato finale è che il perito ha accertato la totale incapacità di intendere al momento del fatto». Il perito dottor Fabbrizzi, che ha avuto due lunghissimi colloqui con Benedetta, «in udienza ha risposto a tutte le domande sia del pm Melchionna che nostre, dei difensori. Ha sviscerato tutti gli aspetti e fatto un lavoro molto approfondito e ben fatto. Ha analizzato compiutamente tutta la situazione; vedremo poi la fase successiva nella quale dobbiamo concludere gli accertamenti, ma questo è il risultato più rilevante e importante. Né c’è più compatibilità con il regime carcerario - chiude il legale - Quindi il gip valuterà e prenderà decisioni sul da farsi, anche in relazione alla situazione attuale».

A Istia intanto, in via della Circonvallazione, la villa dell’omicidio non è più sotto sequestro. Accanto al cancello ci sono i residui del nastro adesivo. Le finestre sono chiuse mentre su una parete esterna c’è un’immagine votiva di Padre Pio che veglia dall’alto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa