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La storia

Grosseto, 20 anni fa la sfida Ferrari contro Eurofighter: in 50mila al Baccarini per Shumacher e la “Rossa

di Maurizio Caldarelli

	A sinistra lo scontro fra la Rossa di Schumacher e l’Eurofighter pilotato dallo astronauta Maurizio Chelli, a destra i due piloti (fotoservizio Agenzia Bf)
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A sinistra lo scontro fra la Rossa di Schumacher e l’Eurofighter pilotato dallo astronauta Maurizio Chelli, a destra i due piloti (fotoservizio Agenzia Bf)

I cavallini rampanti si diedero battaglia sulle piste dell’aeroporto Baccarini. Per due volte trionfò il campione tedesco, sconfitto solo dalla pioggia

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GROSSETO. Sono passati 20 lunghi anni, da quell’11 dicembre 2003 in cui l’industria italiana mise in mostra i suoi prodotti tecnologici più importanti all’aeroporto Baccarini, in una mattinata a rimanere impressa per sempre nella storia per la sfida tra la Ferrari condotta dal sette volte campione del mondo di Formula 1 Michael Schumacher e l’Eurofighter 2000 messo in mano all’astronauta Maurizio Chelli.

Per quel duello spettacolare, tra il cavallino rampante della casa automobilistica di Maranello e quello del 4° Stormo caccia di Grosseto, si mosse il mondo intero, che seguì passo dopo passo quel curioso testa a testa. «La competizione Eurofighter vs Ferrari – dice il comandante del 4° Stormo, il colonnello Filippo Monti – è stata una competizione tanto inusuale quanto affascinante che non poteva che incuriosire tutti gli appassionati di motori e tecnologie che si sono sempre chiesti come sarebbe potuto essere un confronto tra un’auto sportiva e un aereo».

«Una gara storica – prosegue Monti – che si è tenuta in uno Stormo il cui stemma è quello del cavallino rampante di Francesco Baracca, poi donato dalla sua famiglia ad Enzo Ferrari. La competizione Eurofighter/Ferrari ha dunque ufficialmente suggellato un gemellaggio tra il 4° Stormo e la Scuderia Ferrari, accomunate da una storia di successi e passione per il proprio lavoro».

Il colonnello Monti non era presente fisicamente quel giorno, ma quell’evento è entrato di diritto nell’album dei ricordi della base aeronautica che adesso ha l’onore di comandare. Per la cronaca, l’Eurofighter sconfisse Schumacher e la sua Ferrari, ma solo alla terza prova. La “Rossa”, costretta a montare le gomme da pioggia a causa dell’asfalto bagnato, si impose sui 600 in 9.4” contro i 9.6” del caccia, che mise invece il muso avanti sulla distanza lunga di 1.200 metri: 14”7 contro il 16”7 del campione tedesco e in quella conclusiva sui 900 metri: 13” contro i 13”2 della mitica F2003GA, dedicata all’avvocato Gianni Agnelli, scomparso nel gennaio di quello stesso anno.

Quella mattina, resa ancor più unica dal passaggio delle Frecce Tricolori, è ancora ben impressa della memoria di chi era presente a quella gara singolare, organizzata dall’allora sottosegretario alla difesa Filippo Berselli, che volle far rivivere un duello auto contro aereo che dagli anni Trenta appassionava l’intero mondo dei motori.

In origine fu Tazio Nuvolari che con la sua Alfa 2300, nel 1931, sfidò il biplano Caproni, quest’ultimo vincitore per pochi secondi.

Il secondo round vide pareggiare Gilles Villeneuve, e altri piloti, contro un Starfighter F104s nel 1981. Ad assistere a quell’happening, per applaudire la Ferrari e Schumacher, atteso al confronto con un gioiello dell’aeronautica come l’Eurofighter, che all’epoca agli albori, si presentarono quel piovoso giovedì in 50.000, che si sistemarono in tre-quattro file nel chilometro che separava la zona della partenza dal padiglione dei vip.

Una curiosità: in occasione dell’evento furono realizzati anche una Ferrari e un Eurofighter di marzapane, copia fedele dei due gioielli della sfida, dagli studenti dell’alberghiero che curarono il servizio ristorazione.

In 20 lunghi anni di acqua ne è passata di acqua sotto i ponti: Michael Schumacher sta lottando per una vita dignitosa dopo quel tragico incidente sulle nevi del 29 dicembre 2013, mentre Maurizio Chelli, oggi 64enne, è consigliere di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana. Il generale Alberto Rosso, che comandava il 4° Stormo in quel periodo, nel frattempo è stato Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana dal 31 ottobre 2018 al 28 ottobre 2021.


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