Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Gavorrano, davano mais e meloni ai cinghiali: le telecamere li hanno scoperti

di Elisabetta Giorgi
Cinghiali in una foto di archivio. A destra il tribunale di Grosseto
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Cinghiali in una foto di archivio. A destra il tribunale di Grosseto

Due persone condannate per foraggiamento abusivo. Risarciranno la Lac

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GAVORRANO. Scoperti dalle telecamere per aver foraggiato abusivamente i cinghiali, sono stati condannati con rito abbreviato a pagare un’ammenda da 500 euro l’uno e a sborsare 2mila euro alla Lac che si era costituita parte civile.

Il giudice Marco Bilisari ha emesso la sua sentenza nel giudizio relativo al procedimento penale nei confronti di due persone, Tiziano Fuligni (nativo di Gavorrano dove abita) e Devis Sartori (nativo di Grosseto e abitante anche lui a Gavorrano), assistiti dall’avvocato Marco De Stasio del foro di Grosseto.

Il fatto è successo a Potassa – comune di Gavorrano – nell’estate di due anni fa. I due in concorso tra loro, tra agosto e settembre 2021, avevano disperso più volte mais e meloni nel terreno privato di uno dei due, Fuligni, effettuando un foraggiamento abusivo degli ungulati, vietato per legge. La Lac si era costituita parte civile.

Cosa dice la legge

La legge vieta il foraggiamento di cinghiali. I riferimenti normativi sono contenuti nella legge 157 del 1992 che vieta il foraggiamento a esclusione di quello finalizzato alle attività di controllo; e nella legge 221 del 2015 che detta “Disposizioni per il contenimento della diffusione del cinghiale nelle aree protette e vulnerabili”. A partire dal 2016 (legge di stabilità del 28 dicembre 2015) è stato introdotto in Italia il reato di foraggiamento. La legge punisce con l’arresto da due a sei mesi o con l’ammenda da 516 a 2065 euro chiunque procuri del cibo ai cinghiali, a meno che il foraggiamento non sia finalizzato alle attività di controllo. La ratio della normativa è che dare cibo agli animali selvatici potrebbe favorire la loro riproduzione in maniera incontrollata.

Il procedimento

Tra l’agosto e il settembre 2021 i due imputati sono stati ripresi più volte dalle telecamere mentre arrivavano in macchina a foraggiare i cinghiali con la distribuzione di prodotti (meloni e granturco) che spargevano sul terreno. Era stato Raimondo Silveri della Lac a porre telecamere, dato che pochi giorni prima in quella stessa area, accessibile a chiunque a piedi o in mountain bike, aveva notato la presenza degli alimenti; era seguita denuncia alla polizia provinciale. Le immagini raffiguravano i due uomini mentre compievano quelle operazioni e i cinghiali che si nutrivano del foraggio.

Le due persone erano state identificate in quanto riprese a bordo delle auto mentre giungevano sul posto; tutti e due avevano ammesso la loro identità davanti alla polizia provinciale che aveva mostrato loro i video.

Il 4 luglio scorso il giudice ha ammesso il rito abbreviato, l’udienza si è tenuta il 14 novembre. Secondo il giudice Bilisari, dagli atti emerge la responsabilità penale degli imputati ai quali è stata applicata la somma di 1000 euro l’uno di ammenda, portata a 500 euro ciascuno per effetto del rito abbreviato, oltre al pagamento delle spese processuali. Sono stati concessi i benefici della sospensione condizionale della pena. La Lac, che si era costituita parte civile, riceverà la somma di 2mila euro oltre alla corresponsione delle spese legali.


 

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