La lite in strada, poi le botte nel palazzo: così l’arresto di un artista di strada
La Municipale viene chiamata per allontanarlo, lui si rifiuta di fornire i documenti Il parapiglia sul pianerottolo di casa: in ospedale un agente e un amico dell’uomo
GROSSETO. Sembra quasi un déjà vu: un artista di strada canta e suona la chitarra e pochi minuti dopo viene portato via su un’auto della polizia municipale e condotto al Comando. Come lo scorso agosto, solo che questa volta è in stato di arresto.
Si sono vissuti momenti di tensione ieri, poco prima delle 13, quando è scoppiato un parapiglia tra un artista di strada e alcuni agenti della polizia municipale. Quello che era nato come un diverbio è finito con due persone in ospedale: un agente, con un labbro spaccato, un grosso livido sul volto e – sembra – un dente rotto, e un altro uomo, un amico dell’artista i strada che era corso in suo aiuto, portato in ospedale per accertamenti perché, secondo quanto raccontato, avrebbe ricevuto da uno degli agenti una spinta contro il muro.
La questione inizia nella tarda mattinata. L’artista di strada, un 30enne grossetano, sta suonando in corso Carducci, come è tornato a fare quasi ogni giorno da diversi mesi. Molti residenti e commercianti della zona lo hanno preso in simpatia: lo salutano, si fermano a fare due chiacchiere. Altri, invece, preferirebbero se andasse a cantare da un’altra parte.
Ma ieri mattina lui è lì, in corso Carducci, e strimpella la sua chitarra. Passano gli agenti della municipale in borghese a bordo di un’auto. Gli dicono che deve andarsene, che lui non ha l’autorizzazione per stare lì. L’uomo prende i suoi strumenti e se ne va. O, meglio, si allontana ma pochi minuti più tardi è di nuovo lì che suona e canta. La cosa non passa inosservata alle forze dell’ordine.
Dopo un po’, poco prima delle 13, gli agenti ripassano in corso Carducci e rinnovano l’invito fatto poc’anzi: l’artista di strada se ne deve andare. Ma, secondo quanto raccontano alcuni testimoni, proprio come lo scorso agosto gli animi iniziano a scaldarsi. L’uomo inizia a inveire contro gli agenti, dice di sentirsi preso di mira, che se la prendono sempre con lui. In suo soccorso arriva l’amico.
Non vuol dare i documenti e si allontana verso casa, a poca distanza da dove stava suonando. A quel punto, sul pianerottolo, nasce un parapiglia tra gli agenti e i due amici. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il cantante sferra un pugno al volto di un agente; l’amico cerca di mettersi in mezzo e riceve uno spintone. Intanto, il quartetto è dentro il palazzo dove alloggia l’artista di strada. Le urla si sentono da fuori.
Arriva un’altra pattuglia della municipale e subito dopo un’ambulanza della Croce rossa italiana, l’automedica della Misericordia e una volante della polizia di Stato. L’artista di strada viene portato subito via dall’auto che lo aveva avvicinato poco prima e condotto nel comando di via Zanardelli, mentre il suo amico si fa visitare in ambulanza. Andrà in ospedale.
L’artista di strada era già stato “placcato” dalla municipale lo scorso agosto: qualcuno aveva chiamato gli agenti perché infastidito dal suo continuo cantare e suonare. Anche lì gli animi si erano scaldati e lui si era ritrovato a terra, per poi essere portato via. Una settimana dopo, circa, era tornato in centro a suonare, come se nulla fosse successo.
Ieri, la scena è avvenuta sotto agli occhi di decine di grossetani che lavorano nei negozi vicini, che stavano facendo una passeggiata o che passavano di lì per caso. Le voci hanno iniziato a rincorrersi sin da subito. E ancora una volta, come successo ad agosto, sono nate le “tifoserie”, tra chi si è schierato al fianco degli agenti e chi, invece, sosteneva che loro dovrebbero occuparsi di problematiche ritenute più gravi rispetto a quelle che riguardano «un ragazzo che canta per strada».
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