Gioco
La benzina cala, precipita il gasolio: è in Toscana il pieno meno caro d’Italia
A Grosseto “blitz” dei distributori Conad: gli altri marchi si adeguano
GROSSETO. Nell’incertezza dettata dai conflitti fra Russia e Ucraina e Israele e Palestina, nel giorno in cui il Tar del Lazio si pronuncia in favore del ricorso presentato anche da Figisc-Confcommercio contro l’esposizione del cartello del prezzo medio nei distributori di carburante (obbligo “figlio” del decreto Trasparenza), si ripete il fenomeno più gradito ad automobilisti e motociclisti: il prezzo di benzina e – soprattutto – gasolio crolla e Grosseto si conferma ancora una volta la città dal pieno più economico d’Italia.
«Riscontriamo un repentino calo del prezzo di acquisto, causato da molteplici fattori; e, come facciamo ormai da molti anni, non aspettiamo un minuto in più per riversare questo risparmio alla pompa», conferma Paolo Degli Innocenti, presidente e socio di Clodia Commerciale srl (la società proprietaria dei negozi Conad di Grosseto), anticipando a Il Tirreno le nuove cifre: benzina giù da 1,728 a 1,718 euro al litro e gasolio da 1,748 a 1,698 euro al litro.
Gli effetti dell’abbassamento sono stati applicati nei distributori della Margherita già dalla serata di venerdì, precedendo di diverse ore la diminuzione che si sarebbe dovuta applicare questa mattina e abbattendo allo stesso tempo la soglia psicologica degli 1,7 euro per il gasolio.
Il fenomeno, come ogni volta, ha visto poi l’adeguamento di tanti big della distribuzione di carburante, anche loro scesi a ridosso dei prezzi Conad (o, addirittura, a qualche millesimo in meno).
I rispettivi benzinai hanno – correttamente – aggiornato entrambi i cartelloni: quello con le proprie tariffe ma anche quello con il prezzo medio: da un lato, infatti, il governo potrebbe presentare un appello alla sentenza del Tar del Lazio; dall’altro le associazioni di categoria daranno loro indicazioni solamente nei prossimi giorni.
«Ci auguriamo che la sentenza del Tar del Lazio insegni qualcosa a chi è chiamato a prendere decisioni così importanti. Nei prossimi giorni Figisc-Confcommercio informerà i propri associati e l’opinione pubblica sui cambiamenti operativi che la sentenza odierna comporta», conferma Andrea Fabbri della segreteria territoriale dell’associazione di categoria, e in merito alla vicenda commenta: «Non poteva che andare così. L’assurdità dell’esposizione di un ulteriore cartello era palese sin dall’inizio e Figisc-Confcommercio l’ha denunciata sin da quando iniziavano a girare in proposito le prime voci».
Secondo Fabbri il cartello del prezzo medio ha solamente complicato la vita a migliaia di lavoratori, titolari o gestori di impianti di distribuzione carburanti e alle loro famiglie: «Il cartello del prezzo medio non ha portato alcun beneficio agli automobilisti: nonostante la sua “invenzione”, questa estate abbiamo visto i prezzi dei carburanti salire in maniera costante. Rarissimi – ricorda – e molto brevi i tempi di flessione, di certo non determinati dal cartello, quanto dalle contrattazioni sui mercati internazionali e dalle crisi geopolitiche innescate dalle guerre in corso».
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