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Dopo 70 anni insieme muoiono a distanza di 24 ore. L’aneddoto: i carabinieri dopo la prima notte di nozze...
Pitigliano in lutto per Vincenzo Rinaldi e Maria Pia Pieroni. Matrimonio in cattedrale il 30 giugno del 1956 dopo 3 anni di fidanzamento. Il ritratto di una coppia mai banale e mai scontata
PITIGLIANO. Hanno trascorso insieme un’intera vita condividendo tutto ciò che offre il percorso umano e hanno voluto salutare insieme questo mondo, idealmente mano nella mano, per stare insieme per sempre.
Vincenzo Rinaldi, classe 1929, e Maria Pia Pieroni, classe 1935, si erano sposati nella cattedrale di Pitigliano il 30 giugno 1956 e dopo oltre 67 anni di matrimonio e oltre 70 anni di amore condiviso se ne sono andati insieme a distanza di 24 ore. Maria Pia ha chiuso gli occhi martedì e il giorno dopo Vincenzo l’ha seguita.
Questa coppia assolutamente indissolubile ha lasciato un segno straordinariamente bello e indelebile dando vita a una famiglia stupenda e numerosa e rappresentando un punto di riferimento solido e affidabile per tutta la comunità. Un uomo vero e autentico e una donna altrettanto vera e autentica che hanno unito i loro diversi modi di essere per formare una unione bella, forte, meravigliosa e da ammirare.
Mai banali e mai scontati, esattamente come avvenne la mattina dopo la prima notte di nozze quando i due novelli sposi sentirono bussare alla porta. Vincenzo andò ad aprire e due carabinieri lo ammanettarono per portarlo in caserma. Vincenzo non si scompose e in perfetto pitiglianese disse alla moglie: «Mariapì, vengo subito, non ti preoccupare». In effetti dopo un’oretta Vincenzo tornò a casa, una volta chiarito che si trattava di un caso di omonimia: il ricercato era un altro Vincenzo Rinaldi residente in un’altra parte dell’Italia.
La loro è stata una vita costellata anche da tanti altri episodi e aneddoti. Come quella volta che, per andare in gita, Vincenzo era convinto di avere accompagnato con l’auto Maria Pia al bus e invece lei dovette andare a piedi, stile Sandra e Raimondo. Da giovane, quando guidava il tir, Vincenzo rimase incastrato con il mezzo pesante tra le sbarre del passaggio a livello di Albinia costringendo a interrompere il traffico ferroviario da Grosseto a Civitavecchia.
Vincenzo fu imprenditore di successo con un fiuto e una capacità imprenditoriale di grande spessore, sempre attento e sensibile all’aspetto umano, dotato di una naturale simpatia e arguzia; qualità che hanno sempre offerto la sensazione, anzi la certezza, che parlare, dialogare e confrontarsi con lui era una autentica ricchezza.
Maria Pia è stata insegnante, donna di grande cultura capace di comprendere le corde dell’animo umano con tutte le proprie virtù e le proprie debolezze. Ha amato e apprezzato tutto ciò che la vita sa offrire, a iniziare dai colori per passare attraverso la scrittura e arrivare alla passione di organizzare.
Entrambi hanno sempre avuto uno sguardo ampio sul mondo, capendo i continui cambiamenti della vita con la capacità di saper guardare oltre con intelligenza e lungimiranza, senza mai giudicare ma sempre pronti a comprendere e capire. È stata questa la vera forza di Vincenzo e Maria Pia, il loro cuore unito alla loro intelligenza e lungimiranza. È su queste basi che costruirono una famiglia fantastica con i figli Francesco, Agnese e Roberto e i tanti nipoti Michele, Federico, Salvatore, Samuele, Antonio, Francesca, Diego, Rocco, Camilla, Guendalina, Flaminia, Pietro, Elia, Vittoria, Greta e Davide.
Camilla, in occasione di un compleanno della nonna le scrisse una toccante lettera: «Grazie per aver creato la nostra famiglia tanto grande quanto unica e meravigliosa. Tu e nonno Vincenzo avete dato vita a una famiglia grande, unica, ricca di particolari, pregi, difetti, affetti, risate, abbracci, pianti. Baci, parole dette e altre non dette. Insieme siete stati il nostro collante, quello che ci rende unici e uniti. Vogliamo ringraziarvi per ricordarvi e ricordarci che ci avete dato tanto, più di quanto potessimo immaginare. Se noi siamo qui è solo grazie a voi. Grazie per tutte le parole, i pensieri, i valori, le risate, le storie, gli insegnamenti che ci avete trasmesso sempre. Grazie per averci fatto sentire amati».
Questo pomeriggio (venerdì 10) alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria Assunta sarà celebrato il funerale di entrambi. Pitigliano saluterà con affetto, commozione e ammirazione Vincenzo e Maria Pia, insieme anche nell’ultimo viaggio, mano nella mano, come ogni giorno degli ultimi 70 anni.
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