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Claudio Cadeddu, il furgone contromano e la sterzata mortale: «Si è sacrificato per salvare la collega»
Decano del reparto cinofilo del Cemivet è morto a 47 anni in Kosovo in un incidente. I funerali a Grosseto
GROSSETO. «Si è sacrificato per salvare lei», racconta un collega di Claudio Cadeddu, graduato aiutante di 47 anni decano del reparto cinofilo del Cemivet morto in un incidente stradale in Kosovo martedì scorso.
«Claudio è caduto nell’adempimento del dovere», ribadisce il collega, che ricostruisce per Il Tirreno la dinamica dello scontro: «Stava guidando un mezzo nella seconda posizione di un convoglio; accanto a lui la collega Daniela. All’improvviso, il veicolo che apriva il convoglio si è trovato di fronte un furgone lanciato contromano e ha fatto appena in tempo ad evitarlo. Claudio ha fatto in tempo a sterzare quel tanto che è bastato per salvare la collega, ma lui non ce l’ha fatta».
Quella di ieri è stata una giornata di lutto per l’esercito italiano. Il C27J Spartan decollato da Pristina, capitale del Kosovo, è atterrato all’aeroporto di Ciampino, a Roma, poco dopo le 15,30 di ieri (non nella sera di mercoledì, come abbiamo scritto nell’edizione di ieri e per la quale ci scusiamo con i diretti interessati e con i nostri lettori) nell’area riservata ai voli di Stato; inaccessibile.
Dalla pancia del bestione di metallo sono sbarcati il feretro e la bandiera tricolore accolti sulle note de Il Silenzio eseguite dal picchetto d’onore schierato.
Sulla pista la moglie e la figlia di Cadeddu, e suo padre con il fratello e la zia giunti due giorni fa dalla Sardegna, sua terra di origine.
La cerimonia si è svolta secondo un rigido protocollo e nel massimo riserbo, nella commozione di tutti i presenti; tra i quali la sottosegretaria alla Difesa Stefania Pucciarelli, il capo di stato maggiore dell’esercito generale di corpo d’armata Pietro Serino, e il comandante del comando logistico dell’esercito, il generale di corpo d’armata Mauro D’Ubaldi.
Le autorità hanno manifestato solamente in privato il proprio cordoglio alla famiglia del graduato aiutante. Nei giorni precedenti erano arrivate le condoglianze del ministro della Difesa Guido Crosetto e dei deputati grossetani Fabrizio Rossi e Marco Simiani. Privatamente si era rivolto alla famiglia anche il vicepresidente del consiglio dei ministri Antonio Tajani.
Il feretro è stato quindi scortato al policlinico militare del Celio “S.Ten. Movm Attilio Friggeri”, la salma infine messa a disposizione dell’autorità giudiziaria; che, quasi certamente, forse già in queste ore potrà disporre l’autopsia per accertare definitivamente le cause del decesso.
La famiglia, nel frattempo, ha manifestato l’intenzione di far officiare i funerali a Grosseto, dove il militare viveva ormai da vent’anni e dov’è rientrata nel pomeriggio di ieri accompagnata dai colleghi di Cadeddu. «Vogliamo celebrare degnamente Claudio, le sue passioni e tutte le cose che ha fatto», racconta ancora il collega del graduato aiutante, sottolineando che «al Cemivet siamo colleghi ma al tempo stesso amici da una vita, accomunati dall’amore per gli animali e per il nostro lavoro».
La collega Daniela, nel frattempo, si è completamente ristabilita.
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