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Grosseto, è ancora allarme per le truffe: i numeri che fanno impressione

di Maurizio Caldarelli
Grosseto, è ancora allarme per le truffe: i numeri che fanno impressione

Sono state dodicimila le persone in provincia rimaste vittime in quattro anni. Progetti di prevenzione e una rete di sostegno con l’istituzione di un osservatorio

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GROSSETO. Crescono in città le truffe legate anche alle nuove tecnologie, soprattutto sugli anziani, ma cresce anche l’informazione, la sensibilizzazione grazie al progetto “Over to over”, alla seconda edizione, finanziato dal ministero dell’interni che mette dei fondi a disposizione del Comune di Grosseto, che collabora con il Coeso e a sua volta con la Simurg Ricerche per poter dare gambe a questa attività.

«Per indagare il fenomeno e offrire ai cittadini strumenti per difendersi dai malfattori, il Comune di Grosseto, su impulso della Prefettura in collaborazione il Coeso – dice la direttrice del Coeso Tania Barbi – ha avviato questo progetto con l’obiettivo di prevenire le truffe e creare una rete di servizi di supporto alle vittime, dando vita anche a un osservatorio permanente che ha realizzato una prima indagine il 2021 e una seconda nell’agosto-settembre 2023 per conoscere l’estensione e le caratteristiche delle truffe, monitorare e valutare l’efficacia del progetto».

Tra il 2019 e il 2022 si è registrato un aumento di truffe del 93%, che sale al 94% in provincia. È stato stimato che sono state 12.000 le persone truffate, anche se solo la metà sono andate a buon fine e di queste solo il 50 per cento ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine. Nel 2022 sono state 589 le truffe informatiche nel comune, di queste il 17% ha interessato persone con più di 65 anni di età. «In realtà non è soltanto l’anziano che viene preso di mira – sottolinea l’assessora Sara Minozzi – Soprattutto post Covid le truffe sono online, telefoniche, c’è una platea di truffatori ampia e colorita. Si parla di “Over to over” per truffe agli anziani, ma siamo tutti un po’ interessati a conoscere le procedure che si possono mettere in campo per prevenire la truffa e per sapere come muoversi. Gli anziani (il 24% ha subito truffe tra le mura di casa, il 10% fuori) spesso non denunciano, a volte si vergognano di raccontare ed entrano in uno stato di depressione per la truffa subita. Un meccanismo che dobbiamo seguire con un’attenzione particolare, con il supporto delle forze dell’ordine».

«Ci occupiamo del dopo truffa, quando è stata portata a segno – sottolinea il tenente colonnello dei carabinieri, Matteo Orefice – con le attività delle indagini, però facciamo tanta formazione e tanta sensibilizzazione, ci rendiamo conto che la sensibilità sta crescendo in tutte le fasce della popolazione, nessuno si deve sentire escluso in qualità di potenziale vittima e i dati lo raccontano, non abbiamo vittime esclusivamente oltre i 65 anni, perché l’accesso alle tecnologie è appannaggio di tutti».

La psicologa di Simurg Ricerche, Flavia Martino, ribadisce che «il questionario ha dato risultati confortanti, che confermano che si sta creando un tessuto sociale che protegge gli anziani, c’è maggiore informazione sul tema e così abbattiamo anche le conseguenze negative degli eventi della truffa».

L’indagine presentata fa seguito a quella del 2021 e ha portato informazioni interessanti, «Le truffe – dice Moreno Toigo della Simurg Ricerche – è stato verificato in recenti ricerche scientifiche, hanno un impatto sulla salute, portano rapidamente ad un peggioramento e quindi un carico che si può ripercuotere anche sull’autosufficienza e quindi sui servizi pubblici, che per questo motivo ci investono. «Il progetto “Over to over” ha una particolarità – spiega Toigo – ha un ciclo. Si misurano le caratteristiche del fenomeno attraverso un’indagine, si pianificano delle azioni di informazione, sensibilizzazione e di prevenzione, ma anche di supporto alle vittime e dopo tre anni si torna a vedere se gli interventi promossi e finanziati hanno avuto un impatto sulla popolazione di riferimento. Abbiamo avuto modo di vedere che il progetto è penetrato nel tessuto sociale grossetano. Abbiamo chiesto agli anziani conoscessero il progetto: il 25% ne ha sentito parlare, addirittura il 6, 4 lo conosce bene. È il frutto di un’attività capillare con le associazioni, con i centri anziani, con molti interventi informativi, con banchetti al mercato e al distretto socio-sanitario, ma anche con iniziative di anziani informatori».

Scorrendo le tabelle della Simurg Ricerche si scopre anche si sono dimezzate le truffe della visita di falsi incaricati (che passano dal 20 del 2021 all’11% del 2023) , grazie alle campagne informative fatte in passato, e che è cresciuta alla propensione a denunciare, che cresce di 6 punti percentuali per le truffe tentate e di 10 punti per quelle riuscite. È stato anche riscontrato che gli anziani soli hanno il 30% di probabilità di essere truffati. Armando Buccini della Questura sostiene che «il fenomeno delle truffe è multisfaccettato: non è più quello iconico di Totò che vende la Fontana di Trevi, ma il primo contatto avviene a distanza e fondamentale e serve un’attività preventiva per proteggere soprattutto l’anziano».

Il tenente colonnello, comandante del gruppo di Grosseto, Giovanni Carotenuto «invita a denunciare e serve la massima collaborazione per prevenire un reato insidioso».

 

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