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Condanne

«Aveva adescato una ragazzina». Condannato anche a risarcire

di Pierluigi Sposato
«Aveva adescato una ragazzina». Condannato anche a risarcire<br>

Le motivazioni della sentenza: «Voleva tentare un rapporto sessuale»

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GROSSETO. Colpevole, sicuramente. Perché l’imputato, 29enne, con la ragazzina undicenne «utilizzava frasi allusive (“sei più dolce quando sorridi”) tipiche di chi cerca di sedurre una persona che conosce da poco tempo e il fatto che la volesse incontrare da sola lascia intendere la sua intenzione di tentare, con la bambina, un approccio di natura erotica e anche la consapevolezza che si trattasse di un comportamento sconveniente (da qui la preoccupazione di non essere visto da altre persone) . Colpevole, secondo il giudice Marco Bilisari, che ha depositato le motivazioni della sentenza pronunciata nel luglio scorso nei confronti del giovane uomo di origine straniera imputato di aver adescato nel 2018 una ragazzina abitante nella zona sud della provincia.

Otto mesi (pena sospesa) e risarcimento della famiglia per diecimila euro. Chiara la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità dell’imputato, secondo il giudice. Anche perché lui, in quello stesso periodo, era «solito chattare nello stesso modo anche con altre ragazzine ed è emerso nel dibattimento che con una di queste all’epoca sedicenne si era soffermato a lungo, senza tanti giri di parole, su argomenti spinti, suggerendo tra l’altro alla sua interlocutrice che la persona giusta per il suo primo rapporto sessuale doveva essere un uomo maturo». Uno dei possibili scopi dell’adescamento, nota il giudice, è convincere la persona offesa della normalità dei rapporti sessuali tra adulti e minori. E questo sarebbe avvenuto quando l’imputato diceva che «l’età è solo un numero» e che la ragazzina stava bene con persone più grandi e dimostrava più della sua età. L’imputato avrebbe insomma sfruttato l’inesperienza della vittima. E lui sapeva, era consapevole, che la ragazzina aveva solo undici anni. Non sono credibili, secondo la sentenza, le tesi difensive secondo le quali il giovane uomo avrebbe chattato con la bambina per puro svago, senza alcuna finalità di natura sessuale; non sono credibili proprio per le considerazioni espresse in precedenza.

Il difensore Claudio Biscetti potrà presentare appello. Le parti civili erano rappresentate dagli avvocati Roberto Baccheschi e Simona Gasperini. La viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva sollecitato un anno.




 

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