Sicurezza
Amiata, preoccupazioni per le castagne: il clima ha prodotto grandi danni per la raccolta
La crisi del settore nel monitoraggio delle associazioni di categoria
AMIATA. Cadono le foglie ma non le castagne. Raccolta in forte ritardo e produzione in calo in Toscana per colpa degli scombussolamenti climatici.
Le secolari piante di castagno sono in tilt, lasciano cadere le foglie mentre i ricci restano attaccati ai rami. Le abbondanti piogge di maggio e giugno hanno condizionato pesantemente l’allegagione dei fiori, successivamente i prolungati rialzi delle temperature, accompagnati da lunghi periodi di siccità, hanno provocato un taglio delle disponibilità importante, anche se non ovunque. Se però sono positive le aspettative in Lunigiana e Garfagnana, dove i castagni sono carichi, diversa è la situazione sul Monte Amiata. Buona invece la qualità dei frutti.
A fornire un primo monitoraggio sono Coldiretti Toscana e l’associazione nazionale Città del Castagno che stimano una riduzione media in almeno il 50 per cento dei raccolti negli oltre 30 mila ettari di castagneti da frutto censiti.
«Per le castagne, così come è stato per vino, olio, frutta e altre colture, è stata un’annata complicata condizionata da una primavera eccezionalmente piovosa, un’estate torrida e umida con 88 eventi estremi e ora da un autunno eccezionalmente caldo», premette Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana, e spiega come queste condizioni «stanno avendo conseguenze molto pesanti sulla sostenibilità economica delle imprese agricole che hanno sostenuto il 30 per cento in più di costi di produzione raccogliendo molto meno delle attese. Contraccolpi che – aggiunge – soprattutto nelle aree più marginali, possono favorire l’abbandono e lo spopolamento perché senza reddito non c’è futuro».
Le fa eco Roberto Ulivieri, presidente di Castagna del Monte Amiata Igp: «Il raccolto è scarso perché la primavera così piovosa non ha favorito l’impollinazione e la fioritura non è stata adeguata, e diverse grandinate fra maggio e agosto hanno poi rovinato la produzione. La qualità resta ottima e senza muffe, ma sarà difficile rispettare gli ordini: i produttori sono in difficoltà; la maggior parte delle nostre aziende è diversificata sul mercato e potrà ammortizzare, mentre i veri agricoltori avranno un duro contraccolpo. La castagna – chiosa – non è più una certezza sull’Amiata, ma una sorvegliata speciale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
