Gioco
Dagli alpaca di Sasso d’Ombrone nasce il primo fertilizzante green: la scommessa di una giovane imprenditrice
Il prodotto arriva sul mercato dopo 20 mesi di test in collaborazione con l’ateneo di Pisa
CINIGIANO. Il successo di un’idea sta sicuramente nella sua originalità, ma anche nella sua velocità d’esecuzione. Succede questo a Sasso d’Ombrone (comune di Cinigiano, nel cuore della Maremma) dove la giovane imprenditrice Cecilia Scheggi, 26 anni, sta portando avanti da qualche anno un allevamento speciale: quello degli alpaca.
La sua azienda si chiama Albus Alpacas e qui lei ha ideato e “registrato” un fertilizzante completamente green, che viene prodotto in tempi superceleri e che in questi giorni si affaccia sul mercato.
Si chiama “Alpacafert” ed è realizzato con le “deiezioni” di questi docili animali, 36 in tutto, allevati a Sasso d’Ombrone. In Italia è il primo prodotto di questo tipo autorizzato dal Ministero. «E abbiamo già iniziato a venderlo», spiegano dall’azienda. D’altronde che questi simpatici anomali siano esseri speciali è una certezza; la loro dimensione della cura e del dono si esprime a 360 gradi. Piacciono ai bambini, sono in grado di tessere legami d’amorosi sensi, aiutano a stabilire contatti umani con chi è in difficoltà.
In azienda l’imprenditrice ha avviato un percorso che dalla produzione della fibra (di ottima qualità) è approdato sin da subito all’alpacaterapia al servizio dei più fragili, passando per l’alpaca trekking e le passeggiate slow, rigorosamente accompagnati da questi animali. I minitour da anni riscuotono successo; gli alpaca affascinano, piacciono. Col loro musetto suscitano un senso di dolcezza infinito. Ma oggi, come ulteriore tassello di questo piccolo mondo fatto di amore e dedizione ecco «un innovativo prodotto appena lanciato sul mercato», dicono da Albus Alpacas. È l’ultima sfida di Cecilia, che con coraggio ha aperto le porte del suo allevamento nel 2020 decidendo di fare di questa “nicchia” un impegno di vita stabile. Una sognatrice con i piedi per terra e la voglia di sperimentare.
Il nuovissimo progetto completa la filiera dell’allevamento: è stato battezzato Alpacafert ed è un fertilizzante completamente green e made in Italy, il primo fertilizzante ammendante di alpaca vendibile in Italia, regolarmente registrato al Ministero Agricoltura e Sovranità Alimentare. Migliora le proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo per renderlo più adatto alla coltivazione.
La sua produzione è costante, indipendentemente dalle stagioni e dal meteo. E velocissima. «Da quando l’animale fa la cacca a quando Alpacafert viene spedito possono passare anche solo 12 ore». Ciò anche grazie al fatto che l’azienda ha realizzato un mini stabilimento autorizzato dall’Asl, con cui il materiale viene raccolto e trattato in tempi record a due passi dall’allevamento. Materiale che è pure inodore, dunque ideale per uffici, luoghi pubblici, casa. Pronto all’uso e semplice da usare (anche se non si ha il pollice verde). Deriva esclusivamente dal letame degli alpaca che vivono nell’allevamento ai piedi dell’Amiata nutrendosi di fieno locale ed erbetta dei pascoli. Non c’è alcuna aggiunta di prodotti chimici. «Il risultato è ottenuto non solo andando a recuperare una pratica in realtà antichissima (i primi a utilizzare le deiezioni degli alpaca per fertilizzare i terreni furono addirittura gli Inca) ma attraverso 20 mesi di studio e test. Venti mesi durante i quali – precisa Cecilia Scheggi – non è stata applicata alcuna variazione allo stile di vita dei nostri alpaca. Siamo noi che ci adeguiamo a loro e non il contrario. E così sarà anche per tutto quello che faremo in futuro. Siamo orgogliosi di contribuire alla sostenibilità ambientale, fornendo al contempo un prodotto di alta qualità».
L’idea di Alpacafert è diventata realtà anche grazie alla presenza, nello staff, di un agronomo e di un microbiologo con a disposizione due laboratori di analisi. Un ruolo fondamentale nella creazione di Alpacafert (processo che, tra l’altro, rappresenta una risposta al quotidiano problema dello smaltimento a norma di legge delle deiezioni solide presente negli allevamenti) lo ha avuto il mondo accademico grazie alla collaborazione del professor Roberto Cardelli e dottor Michelangelo Becagli del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell’Università di Pisa. Altro apporto determinante è quello della dottoressa Manuela Nelli, agronoma che fa parte dello staff di Albus Alpacas con cui c’è un rapporto di collaborazione da oltre 2 anni su vari fronti.
I prodotti sono già sul mercato.
Ieri era il primo giorno di acquisti; è possibile comprarli online attraverso lo shop dell’allevamento.
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