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Grosseto, consigliere comunale disabile aggredito: il malvivente gli ruba il Rolex
Edoardo Mazzini sotto choc: «Un energumeno mi ha spinto a terra, ha chiuso la porta dietro di sé e mi ha detto “voglio l’orologio”»
CASTIGLIONE. «Adesso ho paura», confessa il 71 roccastradino Edoardo Mazzini, consigliere comunale a Castiglione e imprenditore, al quale sabato pomeriggio una coppia di malviventi ha rubato il Rolex, in una vicenda in cui il furto del prezioso orologio rappresenta forse l’aspetto più marginale.
Sono all’incirca le 16,45 di sabato quando Mazzini, emiplegico da 36 anni, appoggiandosi al suo bastone lascia il bar del centro diretto verso casa propria. Quello che non può sapere è che qualcuno ha notato, al suo polso destro, quello status symbol piuttosto vistoso; e lo sta seguendo.
«Nel momento in cui ho aperto la porta del garage, dove custodisco il mio scooter elettrico, un energumeno è comparso alle mie spalle e mi ha spinto in avanti facendomi cadere a terra, ha chiuso la porta dietro di sé e mi ha detto: “voglio l’orologio”», racconta il consigliere di Viva Castiglione.
Il Rolex è un regalo di tanti anni fa, un gioiello di acciaio e oro preso 40 anni fa alla gioielleria Mirolli, il cui valore economico quasi scompare di fronte a quello affettivo. L’imprenditore cerca istintivamente di difendersi, di allontanare il bruto che lo assale. Ma nelle proprie condizioni è tutt’altro che facile.
«Mi ha preso per il polso e mi ha strattonato così forte che ho temuto di rimanere senza braccia», racconta ancora Mazzini, che in seguito a quel terribile evento che gli lasciò il braccio sinistro paralizzato e la gamba quasi del tutto insensibile, ha dovuto imparare di nuovo a vivere affidandosi alla sola metà destra del corpo.
Il consigliere è a terra. Data la sua condizione, in genere gli occorrono diversi minuti per riuscire a rialzarsi senza un aiuto; qualche volta, addirittura, non ci riesce affatto.
Ma «questa volta, forse per una scarica di adrenalina, ci sono riuscito quasi subito», assicura. Malgrado ciò, tuttavia, non riesce a raggiungere l’energumeno: quando esce dal garage, questo si è già dileguato.
L’imprenditore inforca allora il suo quadriciclo elettrico e torna al bar più velocemente che può. Ai tavolini ci sono ancora gli avventori di poco prima, increduli di fronte a ciò che lui racconta loro. Vengono chiamati i carabinieri, che arrivano in pochi minuti.
Alcuni passanti diranno di aver notato un uomo e una macchina scura con una ragazza al volante ad aspettarlo.
Mazzini ripete ai militari ciò che gli è appena accaduto. Accompagnato in caserma, formalizza la denuncia. «Non è tanto il furto in sé quanto il fatto di essermi sentito debole e indifeso», aggiunge al nostro taccuino con la voce ancora rotta dallo choc.
Non sono serviti a superare il trauma i pur tantissimi attestati di stima e vicinanza ricevuti in questi giorni da amici, colleghi e conoscenti a gettarsi alle spalle un’esperienza terribile come questa.
Il consigliere, nel corso della sua attività istituzionale (ma non solo), è alfiere delle istanze delle persone disabili, ed è a loro che infine si rivolge nel ribadire di «fare attenzione perché ci sono persone come queste che non ci pensano due volte ad approfittare della fragilità altrui».
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