Il Tirreno

Grosseto

La truffa

«Mamma, aiuto: mi servono soldi», ma al telefono non c’era suo figlio

di Nicole Terribile
«Mamma, aiuto: mi servono soldi», ma al telefono non c’era suo figlio

Grosseto, vittima del raggiro un’anziana: aveva consegnato preziosi, 657 euro in contanti e una tessera bancoposta. L’uomo è stato arrestato

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GROSSETO. La “truffa del figlio” colpisce ancora. Un’altra anziana grossetana sarebbe stata truffata da un uomo che, fingendosi un amico del figlio, le ha sottratto contanti, il bancoposta e diversi oggetti di valore. Per fortuna, è stato subito fermato dai poliziotti.

È successo alla fine della scorsa settimana, nel quartiere Cittadella. I protagonisti della vicenda sono una grossetana di 90 anni e un giovane uomo originario di Napoli, Gennaro Salerno, assistito dall’avvocato Francesco Armentano. L’uomo è stato arrestato la scorsa settimana. Arresto poi convalidato dalla giudice per le indagini preliminari Cecilia Balsamo, che ha disposto come misura cautelare l’obbligo di presentazione davanti alla polizia giudiziaria. Venerdì scorso, nella tarda mattinata, i poliziotti della squadra mobile della Questura stavano svolgendo alcune attività di controllo nel quartiere. A un certo punto hanno notato un giovane fermo in strada, vicino a un’autovettura, con fare piuttosto sospetto, a loro giudizio. Sembrava che stesse parlando al cellulare con un auricolare. D’un tratto si è allontanato dall’auto e si è diretto verso il portoncino di un’abitazione. È entrato dentro sempre, secondo quanto riferiscono gli agenti, con fare circospetto.

Così i due uomini di pattuglia si sono messi a controllare più attentamente per cercare di capire se il giovane potesse avere veramente qualcosa a che fare – o meno – con il condominio. Dopo circa un quarto d’ora, 20 minuti al massimo, l’uomo è uscito. I due agenti della squadra mobile, insospettiti dal suo comportamento, lo hanno raggiunto. Sempre secondo quanto riferito dai poliziotti, l’uomo appariva insofferente al controllo e visibilmente preoccupato. Ai due ha detto di essere appena andato a far visita alla propria nonna, senza però dare ulteriori informazioni. Con sé aveva una tessera bancoposta intestata a una donna, circa 657 euro in contanti e un sacchetto contenente diversi oggetti preziosi, che i poliziotti hanno trovato dopo averlo perquisito. Gli agenti hanno subito contattato l’intestataria della tessera bancomat. Come detto, una donna di 90 anni, residente proprio nel palazzo da cui il giovane fermato era stato visto uscire.

L’anziana, contattata, appariva frastornata e dispiaciuta. Ha poi confermato di aver appena consegnato la tessera del bancomat, insieme a 90 euro in contanti che aveva in casa e ad alcuni oggetti di valore, a un amico del figlio che era appena andato via, di cui però non sapeva fornire ulteriori indicazioni. Il giovane uomo le aveva raccontato che suo figlio aveva bisogno di soldi per ritirare un pacco. Se non li avesse ricevuti, sarebbe andato in prigione, così come le era stato raccontato al telefono da una persona che si era spacciato per suo figlio e che gli aveva preannunciato l’arrivo di un amico per prendere i soldi. Il figlio – quello vero stavolta – ha poi tranquillizzato l’anziana madre, riferendole di non essere coinvolto in alcuna problematica e di non averle mai telefonato per preannunciare la visita di un suo amico. Dopo questo spiacevole quarto d’ora la donna, insieme al figlio, è andata a sporgere querela, al seguito della quale le sono stati restituiti gli oggetti e i soldi che le erano stati sottratti. Quando è stato fermato dai poliziotti, però, l’uomo aveva con sé molti più contanti: i restanti 500 euro circa sono stati sottoposti a sequestro. Truffa pluriaggravata l’ipotesi per la quale è indagato.


 

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