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Grosseto, l’appello di Rosanna al Comune: «Aiuto, l’albero entra dentro casa». Perché non può potarlo

Grosseto, l’appello di Rosanna al Comune: «Aiuto, l’albero entra dentro casa». Perché non può potarlo

Roselle, il leccio è stato piantato nel 1997 e nessuno ha mai provveduto alla manutenzione

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ROSSELLE. «Il verde è bello, ma va mantenuto». Rosanna Casaburi non sa più a quale santo votarsi, a causa di un grosso leccio i cui rami stanno ormai entrandole in casa sua, minacciando le grondaie, oltre a portare sporco nell’abitazione e per terra.

La donna, tramite il Tirreno, chiede aiuto per ridurre la folta “capigliatura” a quel vicino di casa un po’ troppo… invadente. L’albero e la villetta in via del Tino, che si trova dietro all’ufficio postale, nella strada principale di Roselle, nacquero praticamente insieme, nel 1997, e da quell’anno nessuno ha mai provveduto alla manutenzione. Il leccio, che al momento della piantumazione, in prossimità di un parcheggio comunale, a poca distanza dalla proprietà privata, era piccolissimo, ma è cresciuto a dismisura, diventando un elemento ingombrante sia per i proprietari delle abitazioni, sia per i cittadini che si trovano a passeggiare nella zona, costretti a scendere dal marciapiede e andare il mezzo alla strada, perché ormai la vegetazione non ha lasciato più spazio per passare, i rami toccano terra e sono ormai prossimi a invadere la carreggiata.

«L’albero, con il quale convivo da anni, ha ormai le fronde che entrano nella mia camera, al secondo piano – sottolinea la signora Rosanna – non permettendomi di vedere quello che succede fuori dalla finestra e non permettendomi di cambiare aria nella stanza, lasciandomi tra l’altro al buio per tutta la giornata». «Se tira vento – prosegue – e a Roselle succede molto spesso, le fronde, che posso toccare allungando semplicemente una mano, sbattono ripetutamente sulle tapparelle; se lascio gli infissi aperti mi ritrovo invece a terra ghiande, polvere gialla, resina e foglie. Il leccio sta crescendo giorno dopo giorno e è ormai alto quanto il tetto e di conseguenza danneggia e ingolfa i canali di scarico delle gronde. Il problema riguarda la mia famiglia e quella che abita al primo piano. La mia vicina, se si affaccia, vede almeno un po’ d’aria».

Rosanna Casaburi è esasperata da questa situazione. Da una parte non può toccare nulla, dall’altra gradirebbe un concreto sostegno dagli uffici comunali per trovare una soluzione al suo problema. «Mesi addietro – racconta la signora Rosanna – mi sono messo in contatto con l’ufficio manutenzione verde per chiedere un intervento, ma mi fu risposto che non c’erano in bilancio soldi sufficienti per effettuarlo. Ho anche proposto di fare manutenzione a nostre spese, ma in tutta risposta mi è stato detto che è vietato toccare un bene comunale. Non chiedo di abbattere il leccio, per carità, ma di effettuare una bella potatura, per consentirmi di rivedere un po’ di luce e di togliere la muffa che si sta creando sulla facciata, ma anche permettere agli abitanti di Roselle di rimanere sul marciapiede quando passano sotto a casa mia».


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