Il Tirreno

Grosseto

Il lieto fine

Massa Marittima, caduto nel canalone durante la caccia. La moglie: «Grazie agli angeli che lo hanno salvato»

di Maurizio Ceccarelli
Massa Marittima, caduto nel canalone durante la caccia. La moglie: «Grazie agli angeli che lo hanno salvato»

Il racconto della donna

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MASSA MARITTIMA. Era caduto in un canalone nella zona di Pian di Mucini poco distante da Cava alla Rena la sera di domenica scorsa. La moglie non vedendolo rientrare a casa ha provato a contattarlo telefonicamente senza ottenere risposta. Un’ora e mezzo dopo la prima telefonata, avvenuta intorno alle 18, e preoccupata da quanto stava accadendo, ha lanciato l’allarme chiamando le forze dell’ordine. «Mio marito è cacciatore e prima di uscire, intorno alle 15,30 mi aveva detto che sarebbe andato a fare gli “stradelli”, cosa che faceva abitualmente, operazione di prassi per agevolare la caccia al cinghiale che parte da novembre – racconta la moglie dell’uomo di cui abbiamo scritto nell’edizione di martedì –. Presa dalla disperazione dopo aver avvertito i carabinieri, ho allertato anche i componenti della squadra di caccia Massa Marittima Niccioleta e quelli delle varie squadre che si sono attivati nel giro di pochi minuti iniziando le ricerche».
Una zona particolarmente difficile da raggiungere anche attraverso i cellulari, questo ha reso ancora più complicate le operazioni. «Era uscito di casa presto – continua la donna – le ore passavano e di mio marito nessuna traccia». I compagni di caccia, forti della loro esperienza e conoscitori alla perfezione di quella zona sapevano bene dove il telefonino aveva problemi di ricezione: così hanno diviso le squadre e sono riusciti prima a trovare l’auto e successivamente, intorno alla mezzanotte, a localizzarlo e a individuare attraverso la sua flebile voce lo sfortunato cacciatore.
Giovani e anziani delle varie squadre hanno successivamente collaborato con vigili del fuoco, carabinieri e misericordia di Massa Marittima per far risalire l’uomo, trarlo in salvo e trasportarlo successivamente con elisoccorso Pegaso presso l’ospedale le Scotte di Siena.
«Purtroppo mio marito ha riportato numerose fratture – aggiunge ancora la donna – ha difficoltà respiratorie, il femore rotto in due punti, che necessiterà di un significativo intervento chirurgico, alcune costole rotte e la frattura del bacino. Le condizioni sono serie, ma stazionarie, fortunatamente non è in pericolo di vita, ma ci sarà molto da fare, sarà un percorso molto lungo. Secondo i parametri del pronto soccorso mio marito avrebbe potuto sopravvivere al massimo due ore, quindi difficilmente sarebbe riuscito a superare la notte».
Il quarantenne massetano grazie all’intervento dei cacciatori, di tutto il personale sanitario e della macchina dei soccorsi in generale è riuscito a uscire fuori da una situazione davvero complicata. «Loro sono stati gli angeli di mio marito e se lui è ancora vivo il merito è di queste straordinarie persone, di tutta la squadra dei cacciatori di Massa Marittima Niccioleta e a tutto il personale presente. A loro va il mio grazie più sincero. Se Dario è ancora qui fra noi lo dobbiamo solo a loro». 
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