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Grosseto, ucciso da un malore a 57 anni l’agente immobiliare musicista: tra un mese si sarebbe sposato con la sua compagna
È stata la donna a lanciare l’allarme ma i soccorsi sono stati inutili. Gli amici sotto choc
MARINA DI GROSSETO. Una persona per bene, molto educata e competente nel complicato lavoro di amministratore di condomini. Così compaesani e amici ricordano Raffaele Monni, 57 anni compiuti a giugno, morto ieri pomeriggio a causa di un malore che l’ha colpito mentre si trovava nella terrazza della sua abitazione di via 24 maggio a Marina di Grosseto, a due passi dal Porto della Maremma.
Immediati i soccorsi. Non è servito purtroppo a nulla l’arrivo dell’elisoccorso Pegaso che avrebbe dovuto trasportarlo all’ospedale delle Scotte di Siena. Quel cuore che gli aveva già dato qualche problema in passato si è fermato e non è più ripartito, ancor prima di salire sull’elicottero, nonostante i tentativi dei sanitari di rianimarlo.
Originario di Chiusi, città alla quale era sempre molto legato (e dove è seppellita la mamma Miriam), Raffaele Monni era conosciuto e apprezzato nella frazione balneare per il doppio ruolo di agente immobiliare, che ha iniziato nel 2008, e amministratore di condomini dello Studio Due Palme, in via Giusti. Erano tanti i condomini che gestiva in maniera professionale a Marina di Grosseto. La sua improvvisa scomparsa ha gettato nello sconforto quanti avevano avuto modo di conoscerlo per una trattativa immobiliare o durante una riunione.
Fra un mese, a ottobre, avrebbe dovuto sposarsi con la compagna Elena, con la quale viveva da tanti anni.
È stata lei a lanciare l’allarme. La prima a intervenire è stata l’ambulanza della Croce Rossa Italiana di Castiglione della Pescaia, che ha chiesto l’autorizzazione alla capitaneria di porto per l’atterraggio di Pegaso 2. Un intervento purtroppo inutile.
Raffaele Monni, che ha fatto parte negli anni scorsi anche del consiglio direttivo dell’associazione Pro Loco di Marina di Grosseto e Principina a Mare, aveva un grande amore, la musica. Suonava la tromba e il trombone, prima con la banda dell’Esercito alla fine degli anni Ottanta, ma anche con la Black Jamper Big band di Perugia, la prima big band della città umbra, e altri gruppi. A causa dei problemi cardiaci i medici lo avevano consigliato di chiudere la carriera di musicista.
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