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Grosseto, tutto pronto per “via Almirante”: ecco quando comparirà il cartello

di Nicole Terribile

	La strada che diventerà via Almirante a Grosseto
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La strada che diventerà via Almirante a Grosseto

Non si placa la polemica: secondo il Pci grossetano, la scelta è divisiva

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GROSSETO. Tra 15 giorni – quindi a cavallo dell’inizio del mese di ottobre e la fine di settembre - il cartello viario con impresso “via Giorgio Almirante” sarà installato nel quartiere BorgoNovo, dopo il collaudo della strada. C’è anche una data indicativa, dunque, di quando la via temuta da molti e fortemente voluta da altri diventerà una realtà, sarà tangibile. Due settimane, tre al massimo.

Il nullaosta da parte della Prefettura è arrivato lunedì 11 setmbre, ma ovviamente non si arrestano le polemiche. Secondo il Pci grossetano, la scelta di intitolare una via ad Almirante è divisiva e fa parte di quel revisionismo storico in atto che vorrebbe tentare di mettere sullo stesso piano chi ha imposto dittatura e chi la dittatura l’ha combattuta con la Resistenza e dato le libertà negate dal regime fascista.

«Il nulla osta da parte della Prefettura non ci sorprende – dicono dal Pci – Rientra in quel processo di negazione della storia che vorrebbe costruire una visione distorta, parificando chi ha rappresentato il regime fascista come Almirante, fautore e sostenitore della dittatura e dell’ideologia fascista anche nel dopoguerra, con Enrico Berlinguer che rappresenta il Pci, ovvero quel partito che, insieme alle altre forze democratiche laiche, socialiste e cattoliche, ha combattuto con determinazione il regime sino alla sua caduta».

Dal Pci grossetano si domandano cosa ne penserebbe lo stesso Berlinguer. «E soprattutto, cosa ne penserebbero gli 83 minatori uccisi dai nazifascisti, i morti di Maiano Lavacchio, Norma Parenti e i molti altri civili, tra i quali centinaia di bambini, assassinati per via anche dell manifesto (il cosiddetto “Manifesto della morte”) firmato da Almirante». Per il Pci si è ormai sconfinato nell’assurdo. «Allora perché non intitolare una via a Mussolini e una ad Hitler, fautori di un' alleanza che ha scritto la peggiore storia d’Italia, condannando a morte milioni di persone e della quale Almirante è stato un convinto sostenitore. Le due vie potrebbero congiungersi in una piazza: piazza della Vergogna».

Nei mesi scorsi, il Pci grossetano aveva presentato un ricordo al presidente della Repubblica ed è ancora in attesa di risposta. «Il ricorso è aperto a tutte le forze democratiche e l’invito è quello di rendere attivo l'antifascismo fatto da inutili tatticismi politici. Eessere antifascisti vuol dire essere partigiani e non restare fermi a guardare. Abbiamo chiesto anche al presidente della Regione Toscana di emanare atti e norme che vietino l’intitolazione di vie, edifici, parchi a gerarchi fascisti, ma nessuna risposta ci è pervenuta ad oggi da Eugenio Giani». Manifestazioni, appelli e prese di posizioni vanno bene, per il Pci, ma non sono più sufficienti «ad arginare quello per cui i nostri padri hanno combattuto consegnandoci un Paese libero e democratico come vuole la Costituzione, che condanna e ripudia il fascismo in ogni sua forma, compresa l’intitolazione di una via a un gerarca fascista condannato dai tribunali, complice di quel regime che ha seminato lutti nella nostra provincia e che mai ha preso le distanze dall’ideologia fascista».


 

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