Sicurezza
Offese al bar a quattro carabinieri: adesso dovrà anche risarcirli
Castel del Piano: l’episodio durante un controllo in epoca di restrizioni Covid
CASTEL DEL PIANO. Controllato al bar ai tempi dell’emergenza Covid (dicembre 2021) avrebbe prima cercato di non dare i documenti e poi avrebbe offeso i carabinieri: «siete dei ragazzini, non vi do niente, siete degli stupidi, andate a fare in c…». Un comportamento ritenuto penalmente rilevante dalla giudice Agnieszka Karpinska, che non soltanto ha ritenuto responsabile l’uomo ma lo ha anche condannato a risarcire i militari intervenuti.
Sette mesi (pena sospesa) e 500 euro a ciascuno dei quattro carabinieri costituiti parte civile (avvocati Marco Biagioli e Alessio Bianchini). La viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva sollecitato sei mesi per Ionut Valentin Nechifor, cittadino romeno oggi trentenne, assistito dall’avvocato Alberto Bancalà.
Cosa era accaduto? Quel giorno, era il 7 dicembre di due anni fa, i carabinieri della Tenenza di Arcidosso avevano deciso di effettuare un controllo in un bar di Castel del Piano dove vi era una trentina di persone, compreso il titolare del bar e suo figlio; i due militari chiesero l’intervento congiunto di un’altra pattuglia. In quel periodo erano in vigore restrizioni tali per cui per essere seduti al tavolo era necessario disporre di un green pass rafforzato.
Nechifor era comunque in piedi ma alla vista dei carabinieri, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze dei militari e di alcuni degli stessi presenti, avrebbe aggredito verbalmente le pattuglie, anche bestemmiando, pronunciando le parole oggetto del capo di imputazione e aggiungendo espressioni come «non siete tenuti a entrare qui dentro, perché questa è una proprietà privata», «non potete fare questo tipo di controlli», «voi non siete nessuno», «toglietevi questa divisa».
In precedenza, i carabinieri avevano controllato altri due avventori, senza che vi fossero problemi. Nechifor, comunque conosciuto dai militari, era stato poi identificato attraverso la patente di guida mediante il dispositivo cosiddetto “Odino”.
Nessun dubbio per la giudice che l’imputato abbia pronunciato quelle parole: non sono state semplici imprecazioni ma vere e proprie offese al prestigio dei carabinieri, definiti come «ragazzini» e «stupidi», ben sapendo l’imputato che stavano svolgendo un servizio di pattuglia e dunque come pubblici ufficiali. Sì alla sospensione della pena e no (per la gravità delle parole pronunciate) alla non menzione. Sì anche al risarcimento dei carabinieri, offesi in un posto aperto al pubblico e alla presenza di più persone.
Nechifor dovrà anche pagare le spese di costituzione di parte civile, quantificate in 3mila euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
