Finanza
Addio a Bruno Tamburini, ex ufficiale della Marina
Era nato a Grosseto nel 1947, da anni abitava a Livorno. Per tre decenni era stato protagonista della vita politica nel centrodestra
LIVORNO. È morto Bruno Tamburini, ufficiale della Marina in pensione e protagonista della vita politica di Livorno negli ultimi tre decenni.
Classe 1947, nato e cresciuto a Grosseto, avrebbe compiuto 76 anni a dicembre. Da ieri pomeriggio la salma è esposta al cimitero della Misericordia sul viale Boccaccio. I funerali si svolgeranno domani alle 16 nella chiesa di San Jacopo.
Da un anno e mezzo combatteva con una malattia. È spirato nella notte tra venerdì e sabato nella sua abitazione di via Rosa del Tirreno, attorniato dall’affetto della famiglia, con la moglie Paola e i figli Alessandro e Andrea, arrivati dall’estero, tutti uniti al capezzale del padre. Giovedì sera aveva ricevuto la benedizione del vescovo Simone Giusti, col quale negli anni aveva costruito un rapporto di simpatia.
Laureato in scienze politiche a Roma, era entrato in Marina vincendo un concorso per nomina diretta e scegliendo la carriera nel Corpo della Capitaneria di Porto dove aveva scalato tutti i gradi da ufficiale andando in pensione, una decina di anni fa, con le “greche” da ammiraglio.
Con la moglie Paola, insegnante, a metà degli anni Ottanta Tamburini aveva scelto Livorno come sua città adottiva, dopo aver comandato la Capitaneria a Marina di Carrara e Viareggio. A Livorno fu capo reparto tecnico amministrativo in una squadra che annoverava in altre sezioni, ufficiali come Brusco, Dassatti e Pollastrini, diventati poi tutti comandanti generali del corpo.
Ma è soprattutto per l’attività politica, sempre nell’orbita del centrodestra, con un percorso iniziato nel Msi e proseguito tra An, Pdl, Lega fino a Fratelli d’Italia, del cui attuale direttivo era componente, che Tamburini si è fatto conoscere in città e apprezzare non solo dal suo elettorato ma anche dagli avversari, che in lui hanno riconosciuto onestà intellettuale, ars oratoria, arguzia politica e la capacità di restare sempre un libero pensatore, mai imbrigliato nelle linee di partito. Per tre volte è stato eletto in consiglio comunale, nel 1999, nel 2004 e nel 2009, raccogliendo a ogni tornata diverse centinaia di preferenze. Tra le tante battaglie portate avanti dai banchi dell’opposizione, non si possono non ricordare quelle per evitare la chiusura del cantiere navale Fratelli Orlando ma anche l’idea di lanciare il referendum contro la costruzione dell’ospedale a Montenero.
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