Gioco
No alle rane, ma la sindaca dà l’ok. Palio della Granocchia, l’ira degli animalisti
Civitella Paganico, Biondi: «Autorizzazione per motivi di ordine pubblico»
CIVITELLA PAGANICO. Dura e inevitabile, e con gravi conseguenze. La reazione delle associazioni ambientaliste al 45° Palio della Granocchia si è fatta attendere solo un paio di giorni dopo la vittoria del fantino Matteo Martini, che ha portato al successo i colori giallo, bianco e rosso di Porta Grossetana. E altrettanto vibrante è la replica della sindaca Alessandra Biondi.
Con ordine. La manifestazione prevede che i fantini dei quattro rioni corrano lungo il percorso stabilito tra le vie del paese con una carretta monoruota sulla quale viene sistemata una rana viva: vince chi arriva primo. La difficoltà per il fantino è che la rana potrebbe saltar giù, il pericolo più grave per la rana è di essere calpestata nel trambusto.
Per l’edizione 2022 Asl aveva negato il nulla osta all’utilizzo di animali vivi, mentre Enpa e Lav nazionali minacciavano conseguenze nel caso in cui il Palio si fosse disputato come da tradizione. Gli organizzatori trovarono l’escamotage: rane congelate, come quelle che vengono servite al tavolo della sagra che si svolge in contemporanea (aggiunsero sulle carrette piani inclinati per compensare). Vinse Porta Senese, e partirono i lavori per l’edizione 2023.
A giugno di quest’anno il Comune chiede nuovamente il permesso ad Asl, che lo nega. La Pro loco prepara le sue “controdeduzioni” e a Ferragosto il municipio ci riprova: ancora no. Per Asl non vengono rispettate le condizioni etologiche delle rane: non c’è garanzia del loro benessere. Palazzo civico, invece, si appella alla vacatio legis.
Fatto sta che il Palio si corre con le rane vive; grazie al colpo di mano della sindaca: un’ordinanza contingibile e urgente «per motivi di ordine pubblico», adducendo «potenziali condizioni di affollamento e di rischi per la pubblica incolumità e la sicurezza urbana», pubblicata poche ore prima del via alla gara per non turbare la quiete delle neanche 3mila anime che vivono tra paese e frazioni.
«Il nostro impegno non è per dare fastidio a qualcuno ma per far capire l’iportanza del rispetto per gli animali. Ciascuno ha i suoi tempi, auguri a chi capisce prima», taglia corto Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa. «Tra le risposte originali che abbiamo sentito questa ci sembra la migliore», aggiunge con sarcasmo Roberto Bennati, direttore generale Lav, in merito alla motivazione che precede l’ordinanza.
Entrambe le associazioni animaliste gridano al «maltrattamento» e poi annunciano: «Presenteremo formale denuncia alla procura della Repubblica».
Dura la replica di Biondi: «Me l’aspettavo, loro faranno la loro parte e io farò la mia». La prima cittadina racconta quindi la sua versione: «L’ordinanza nasce da un lavoro di ricerca di equilibrio con tutti gli enti coinvolti. Il Ministero e la Regione ci hanno riconosciuto che non c’è una legge che disciplina questa fattispecie, piuttosto nelle Marche si è autorizzato il “Torneo storico Palio della rana”; fino all’ultimo ci si attendeva un esito diverso: la seconda risposta di Asl, che mi riservo di commentare nelle sedi opportune, è arrivata giovedì 31 agosto, rischiando di vanificare un anno di sforzi. Ho fatto le mie valutazioni sulle condizioni di ordine pubblico fino all’ultimo e resto convinta della mia scelta».
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