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Santa Fiora, il gioco della “Capanna” ottiene il sigillo Unesco

di Sara Landi
Santa Fiora, il gioco della “Capanna” ottiene il sigillo Unesco

Per divertirsi bastano un tavolo, un panforte e una buona mano. Domani la cerimonia di consegna al ministero della Cultura

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SANTA FIORA. Gli strumenti di gioco sono quanto di più semplice, un tavolo e un panforte, ma per vincere bisogna avere una buona mira e calibrare la forza. L’obiettivo? Fare Capanna, ovvero riuscire a piazzare il panforte al di là del bordo opposto del tavolo facendolo però rimanere in equilibrio.

Ora per il gioco della Capanna o del panforte arriva il sigillo del riconoscimento Unesco. Lo annuncia l’ex sindaco di Santa Fiora e cantore del Coro dei Minatori di Santa Fiora, Renzo Verdi, che proprio quando era primo cittadino avviò il percorso per il riconoscimento internazionale arrivato ora al traguardo finale.

«Alcuni anni fa il Coro dei Minatori di Santa Fiora – ricorda Verdi – è stato invitato al Tocatì di Verona, il festival internazionale che si svolge ogni anno a metà settembre nella città scaligera ed è dedicato ai giochi di strada e agli sport tradizionali. Fummo invitati sia per cantare sia per fare una dimostrazione dei due giochi antichi che ancora si praticano a Santa Fiora, il gioco della Capanna e la Totera (o Totara), una variante di gioco delle bocce».

L’esperienza vissuta dal Coro al Tocatì consente alla comunità di Santa Fiora di scoprire l’esistenza di una rete di comunità ludiche (spesso piccoli borghi) che in tutta Italia cercano di tutelare e conservare tradizioni altrimenti destinate all’oblio, passandole alle nuove generazioni.

Questa è anche la missione dell’Associazione giochi antichi (Aga) che organizza ogni anno il Tocatì e che dopo le prime edizioni di successo del festival decide di avviare l’iter affinché i giochi della tradizione vengano riconosciuti come parte del patrimonio immateriale dell’umanità ai sensi della convenzione Unesco, organizzazione dell’Onu che si occupa di educazione, scienza e cultura.

Anche Santa Fiora fa la sua parte per questo obiettivo, attivandosi a tutti i livelli: Comune, Pro loco, Contrada di Santa Fiora e Coro dei Minatori. Senza dimenticare il contributo degli sponsor locali che in tutti questi anni hanno supportato questo percorso: il Forno dei Papi, la ditta Corsini, il Caseificio di Seggiano e il caseificio Il Fiorino di Roccalbegna, Grandi Salumifici Italiani (oggi GranTerre), il salumificio Cerboni e la cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano.

«Alla fine dello scorso anno – dice Verdi – è arrivata la notizia che il Tocatì era stato iscritto nel registro delle buone pratiche Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e ora arriva l’attestato di riconoscimento anche per le 15 comunità ludiche italiane con i loro giochi tradizionali, tra cui Santa Fiora».

La cerimonia, che vedrà tra gli altri la presenza del sottosegretario di Stato del ministero della Cultura Gianmarco Mazzi, è in programma domani alle 11 nella sala Spadolini del Ministero. A ritirare il riconoscimento per Santa Fiora saranno lo stesso Renzo Verdi e, in rappresentanza del Comune, il consigliere Francesco Biondi.

Il gioco della Capanna è legato alle tradizioni del Natale e si pratica nelle trattorie e osterie di Santa Fiora come divertente passatempo per le buie e fredde giornate del periodo natalizio. Pur avendo un carattere di stagionalità la sua tradizione è portata avanti tutto l’anno e nei giorni scorsi è stato tra le attrazioni del Volo della capra, la rievocazione, reintrodotta nel 2019, di un antico rito di buon augurio di origine pagana in vista dell’inizio della raccolta delle castagne.

Per il sigillo Unesco il gioco della Capanna è in buona compagnia con altri 14 giochi da ogni parte d’Italia come il gioco dei trampoli di Schieti (Urbino), il lancio del pallone con il bracciale di Treia (Macerata), il gioco delle torri umane o Pizzicantò di Irsina (Matera) e la corsa con la cannata di Arpino (Frosinone).

In Toscana c’è un solo altro gioco che sarà premiato come buona pratica Unesco, il cacio al fuso di Pienza, una sfida tra i sestieri della città di Pio II che si svolge a settembre durante la tradizionale Fiera del cacio di Pienza.


 

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