Gioco
Porto Santo Stefano, un “capolavoro” di stupidità imbratta il paesaggio meraviglia
La parete rocciosa lungo la Panoramica alla Cacciarella
PORTO SANTO STEFANO. Imbrattata una roccia alla Cacciarella, a Porto Santo Stefano. Una grande scritta che copre diversi metri quadrati di parete rocciosa, è stata avvistata e immortalata dal fotografo Enzo Russo. Qui un disegnatore improvvisato ha voluto lasciare il suo segno. Oltre alla scritta la sua mano oppure quella di altri hanno impresso sulla roccia “Berlin” : ricordi di un viaggio? Di un amore vissuto nella città tedesca? O chissà quale altro significato.
Ricordi o meno si tratta di imbrattamenti che deturpano la natura di quel tratto di costa che si distingue anche per essere incontaminata.
L’Argentario, infatti, è un luogo meraviglioso dove la natura sposa il blu del mare. Vedere che qualcuno usa quelle pareti di roccia per dare sfogo alla sua voglia di esternare una “creatività” a dir poco irritante è un peccato per l’Argentario.
Anche il sindaco Arturo Cerulli, si dice “dispiaciuto di certi comportamenti”.
Quella della Cacciarella non è la sola scritta che si trova percorrendo la strada Panoramica che porta alle calette di Cacciarella, appunto: nemmeno Cala Grande è stata risparmiata dai vandali. Qui una mano anonima ha lasciato il segno del suo passaggio scrivendo “mi manchi tu”, e probabilmente l’amata o l’amato a cui è rivolto il messaggio dopo una prova di tanta idiozia è ben felice di mancare all’idiota.
Lo scorso anno un atto vandalico era stato compiuto su una roccia alla spiaggia del “Càuto” a Cala Grande. Nella parte più a sud della cala, uno degli angoli di paradiso del Promontorio, comparve una grande scritta nera in campo bianco ben visibile anche dal mare. Nessuno dei frequentatori di quella strada aveva visto nulla. Quella zona è l’unica ad avere l’accesso dalla terr ferma attraverso un sentiero. In tutti gli altri punti si accede solo da mare e gli altri sentieri di accesso sono stati chiusi dai privati. Chi sceglie Cala Grande o le altre calette dell’Argentario lo fa perché si tratta di angoli incontaminati della costa. Quelle scritte riportano all’esistenza urbana che chi frequenta quei luoghi vuole dimenticare almeno per qualche ora.
Anche l’allora sindaco di Monte Argentario, Franco Borghini,aveva espresso parole di biasimo verso quel gesto. Borghini precisò che «chi compie certi gesti non può essere definito un artista di strada».
Le scritte sui muri, sui guard rail, sui cartelli stradali, sulle pareti di roccia sono ormai all’ordine del giorno. Chi le realizza sa che quello che fa non è consentito ma vuole ugualmente lasciare il suo segno contando anche sul fatto che in posti così isolati, difficilmente sarà trovato. In altre circostanze, invece, la voglia di scrivere e lasciare la propria impronta è talmente grande che la scritta viene fatta ovunque, anche in luoghi più frequentati. Si imbrattano pareti nei centri storici, si scrivono panchine. Se le rocce della calette argentarine sono isolate, non lo sono i massi delle mura di Orbetello, dove, in più occasioni, sono state fatte scritte, senza riflettere sul valore storico di quelle pietre.
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