Sicurezza
Ospedale di Grosseto, 5mila accessi in 20 giorni ed è emergenza colpi di calore
Breggia: «Picco il 14 agosto con 314 pazienti». Numeri alti anche tra i giovani
GROSSETO. Oltre 5mila accessi in appena 20 giorni, tra colpi di sole, scottature, casi più o meno gravi. Al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto arrivano - in media - dalle 200 alle 300 persone ogni giorno e capita che gli operatori, dai medici agli infermieri agli oss, si trovino a dover gestire 100 pazienti in contemporanea tra chi arriva, chi aspetta le cure e chi le sta ricevendo.
Circa un terzo dei pazienti sono turisti. Sono giornate di fuoco per il pronto soccorso grossetano, e non solo per il caldo estremo di questi giorni. A raccontarlo è il direttore del dipartimento emergenza-urgenza, il dottor Mauro Breggia. «Il giorno di picco è stato il 14 agosto, quando abbiamo avuto 314 accessi. Nelle settimane in cui le temperature diventano torride registriamo più ingressi, seppur non tutti per motivi gravi, e molti di questi sono legati, in un modo o nell’altro, al calore e ai tassi alti di umidità molto alti», dice Breggia che snocciola i dati: «A luglio, quando ci sono state temperature molto elevate, abbiamo registrato circa 7.300 accessi, mentre lo scorso anno 6.800, quando comunque faceva molto caldo. Agosto non è ancora finito, ma la situazione sembra essere ancora peggiore. Nei primi 20 giorni ci sono stati 5mila accessi, e il 21 e il 22 agosto altri 6-700». All’incirca il 15-20 per cento di chi si presenta al pronto soccorso ha problemi legati al caldo, dai colpi di calore - più o meno gravi - alle scottature, passando per gli eritemi, ma anche coliche renali e gastroenteriti.
«Gli ingressi aumentano anche al pediatrico. I colpi di calore sono abbastanza frequenti tra i giovanissimi e capita che siano dovuti a comportamenti sconsiderati, come andare in bicicletta o giocare sotto al sole nelle ore più calde del pomeriggio». Per i pazienti fragili, con problemi cardiorespiratori, e per gli over 75, il calore può essere pericoloso. «Disidrata e produce emoconcentrazione del sangue e fa faticare di più l’apparato cardiaco», continua Breggia. Per questo è fondamentale tutelarsi il più possibile. Le regole sono note, ma non tutti le rispettano: non restare troppo a lungo sotto al sole, specie dalle 11 alle 18, coprirsi la testa, preferire ambienti ventilati o condizionati (anche qui facendo attenzione a non esagerare) e ancora idratarsi bene, evitando bevande alcoliche e gassate. «Di solito, il boom di accessi al pronto soccorso è dalle 11,30 al primo pomeriggio e poi nelle ore serali, dopo le 19, specie in estate, quando le persone smettono di lavorare o vengono via dalla spiaggia, e poi rimane affollato anche durante la notte, se non si riesce a smaltire i pazienti», racconta Breggia, che tiene a ringraziare tutti coloro che lavorano nel pronto soccorso, perché «si stanno impegnando al massimo in questa difficile estate, con grande spirito di servizio». Considerato il gran numero di persone che si rivolgono al pronto soccorso grossetano - e non solo -, Breggia invita a un uso ragionevole della struttura sanitaria: «Noi curiamo tutti, ma un uso corretto del pronto soccorso aiuta sia gli operatori che i pazienti: per tanti problemi non ci sarebbe bisogno dell’ospedale. L’appello è quello di venire se c’è bisogno. Se ci sono meno persone, si riducono anche i tempi di attesa».
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