Sicurezza
Gestione ippodromo di Treviso, il Tar dà torto a Sistema Cavallo
Follonica, il Sant’Artemio deve essere riconsegnato alla Nordest. Ma la società di T. preannuncia ricorso al Consiglio di Stato ritenendo inaccettabile questa decisione
FOLLONICA. Il Tar ribalta tutto e dà torto alla Sistema Cavallo - la società che gestisce l’ippodromo di Follonica - riconsegnando l’ippodromo Sant’Artemio a Villorba di Treviso alla Nordest Ippodromi, che lo gestisce da 37 anni.
Il colpo di scena arriva a qualche mese di distanza dalla consegna della struttura a Sistema Cavallo. E non sarà certamente questo l’ultimo capitolo della storia dal momento che la società di S. T. preannuncia il ricorso al Consiglio di stato.
Nel marzo scorso, la prima sezione del Tar Veneto aveva sospeso con un’ordinanza l’aggiudicazione, accogliendo le richieste di Nordest Ippodromi nei confronti del Comune di Treviso e della stessa Sistema Cavallo, contro la determina dirigenziale che a gennaio aveva aggiudicato la gara per l’immobile di proprietà comunale, perché non apparivano «prive di elementi di fondatezza le censure proposte». La gara, bandita nel 2021, aveva visto presenti le candidature di Nordest e di Sistema Cavallo (che gestisce oltre a Follonica anche il Caprilli di Livorno). La valutazione delle due offerte si era protratta, alla fine i componenti della giuria avevano ritenuta valida la proposta presentata da Sistema Cavallo, scelta confermata appunto nel febbraio scorso dopo la valutazione dell’analisi finanziaria.
Subito dopo però era partito il ricorso al Tar, oggetto appunto dell’ordinanza cautelare. Tutto bloccato. Che cosa avevano osservato i giudici amministrativi in prima battuta? Cosa non convinceva nella aggiudicazione a Sistema Cavallo? Il Tar aveva scritto che non appariva «essere stata oggetto di un’adeguata valutazione la sostenibilità del piano economico finanziario in quanto la remuneratività dell’offerta della parte controinteressata presuppone un consistente aumento delle corse del trotto e del galoppo rispetto alle stagioni precedenti il 2023, e tuttavia il numero delle giornate delle corse non sembra poter essere ricondotto alla mera volontà del gestore dell’ippodromo; l’analisi della reddittività dell’utilizzo dell’ippodromo per funzioni di tipo non ippico, non sembra poter prescindere da un apprezzamento dell’attendibilità dei dati prospettati alla luce dei ricavi realizzati in precedenti eventi o in strutture analoghe». Rimaneva da discutere la sostanza e l’esito sul Sant’Artemio è stato reso noto ieri alle parti interessate.
La sentenza di fatto non è ancora stata pubblicata ma il contenuto della decisione è stato riassunto nella comunicazione inviata alle parti: poche parole per annunciare che il ricorso di Nordest Ippodromi era stato accolto. E contestualmente è stato ritenuto non accoglibile il ricorso incidentale, quello avanzato da Sistema Cavallo in corso di giudizio contro la Nordest ippodromi.
T. ritiene che questa decisione non possa essere accettata e preannuncia il ricorso al Consiglio di Stato, che sarà formalizzato naturalmente quando saranno disponibili le motivazioni del Tar Veneto. Motivazioni che interessano da vicino anche il Comune di Treviso.
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