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Il caso

Cala di Forno, calci al daino arrivato in spiaggia: la follia di madre e figli


	Cala di Forno e il sindaco di Grosseto con il daino
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Cala di Forno e il sindaco di Grosseto con il daino

La donna si è giustificata: «Preoccupata per i bambini». Condanna unanime

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MAGLIANO IN TOSCANA. La condanna è unanime. Mercoledì una famigliola di italianissimi bagnanti, madre e figli piccoli, uscendo da sotto l’ombrellone (abusivo, per altro) ha allontanato in malo modo un daino che aveva deciso di fare omaggio della sua regale presenza agli visitatori della spiaggia di Cala di Forno.

Chi ha assistito alla scena racconta che sono stati proprio i bambini a sferrare calci per gettare sabbia in direzione del maestoso animale, con l’evidente intento di spaventarlo e mandarlo via. Operazione alla fine riuscita, con tanto di approvazione e giustificazioni della donna (preoccupata, avrebbe detto, per le condizioni igieniche del daino) e la disapprovazione generale.

L’episodio non è stato segnalato ai guardiaparco, ma ha scatenato non poche polemiche. «Un episodio ignobile a dir poco, contrario a qualsiasi saggia impostazione; soprattutto all’interno del Parco dove gli ospiti siamo noi, e non viceversa: è come prendere a calci il padrone di casa che ti ospita a cena», riassume Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma, che comprende Cala di Forno.

E, insieme al direttore Enrico Giunta, spiega: «Per raggiungere Cala di Forno ci sono due modi: si paga un biglietto e ci si pone nella disposizione d’animo per fare una lunga camminata proprio per avere un contatto particolare con la natura che ci circonda, oppure si arriva via mare».

Forse meno diplomatico ma certamente più incisivo l’intervento del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. La spiaggia sarà anche territorio del comune di Magliano in Toscana, ma la tenuta a oltre 1.500 ettari venduta pochi anni fa a Prada era proprietà della sua famiglia da generazioni: «Per fortuna, episodi come questo sono rari. Ma ciò non toglie che ci sia molto da lavorare per far capire alle persone quale straordinario luogo hanno il privilegio di vivere venendo in Maremma. Siamo una terra accogliente, onesta, sincera», chiosa il primo cittadino del capoluogo, che infine sentenzia: «Ma una cosa dev'essere chiara: non tolleriamo gesti simili».

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