Grosseto, spaccio di coca alla stazione. Un grammo? Costa 60 euro
La giornalista a tu per tu con il pusher che prova a vendere una dose
Grosseto Alla stazione di Grosseto un grammo di coca, tra le corsie del parcheggio ti viene offerto a 60 euro, ma se prendi 10 grammi fanno lo sconto: 50 euro a grammo. Che in totale fa 500 euro invece che 600, in pratica risparmi 100 euro.
Cerca di rifilarci “roba buona” e soprattutto a buon prezzo uno spacciatore straniero che ci avvicina come se niente fosse, apparentemente per salutarci, ma quando poi fingiamo di voler comprare qualcosa lui ti spara subito il prezzaccio, molto più a buon mercato di altre piazze.
È il 14 agosto (ieri), la stazione di Grosseto è deserta, desolata. A pochi metri due o tre tassisti conversano all’ombra, accanto ai mezzi in sosta a ridosso dell’ingresso in stazione. Noi ci dirigiamo nel “piazzalone” ai margini dello scalo. Eravamo solo andati a fotografare alcuni punti “oscuri” della stazione – carcasse di bici, sporcizia – come ci suggeriscono i lettori da giorni. Ci ritroviamo come se niente fosse nelle grinfie di un pusher.
Orologio fermo e rifiuti
Scattiamo foto alle lancette dell’orologio ferme da tempo, alle moto e agli scooter che non hanno mai avuto stalli tutti per loro, ai “birilli” distanziatori in pietra bianca perennemente rovesciati a terra, alle bici affastellate e in disordine, piegate o ridotte a catorci infilate come peggio non si può nelle rastrelliere. Poi c’è la sporcizia, tanta sporcizia che affiora a terra, seminata nelle piccole aiuole del parcheggio. Alcuni mucchi sono lì da tempo, stratificati. Bottiglie di plastica e vetro, cartacce, sacchi neri e un sacco bianco appoggiato al muro, rifiuti sparpagliati qua e là.
Ai margini dell’area di sosta le auto parcheggiano quasi nella spazzatura, le ruote anteriori “appoggiate” ai marciapiedi affondano nelle cartacce. Eravamo lì a fotografare (dicevamo) i punti “oscuri” della stazione, ma spunta uno spacciatore dal nulla. Uno dei tanti.
Straniero e piuttosto giovane, età apparente sui 30-35 anni. Pantaloncini corti, pizzetto e baffetti corti, cappellino, T-shirt bianca. È facile, facilissimo essere “abbordati” da qualcuno come lui che vuole piazzare droga in piena mattina. Prima ti saluta a distanza e poi resta a gironzolare per guardare cosa fai. Sembra che sparisca e invece si apposta tra le macchine per cercare di capire chi sei, cosa fai, cosa vuoi. Sembra un fantasma e invece è ben presente, con ogni evidenza è un “mercante”. Sono le 11,40 di ieri e fingiamo di abboccare.
«Ho coca per te»
«Ciao, cerchi qualcosa?» ci dice con occhi sgranati. Noi: «Sì sì». Lui: «Cosa?»
«Coca, ne hai?».
Nessuna titubanza, lui ti dice subito di sì, «quanta?».
Segue un’altra domanda. «Quanto la fai al grammo?»
«Sesanta euro al gramo», spiega strascicando un po’ le parole, con qualche consonante in meno; 60 euro. Te lo dice con il tono di chi ti fa un favore e ti concede un prezzo stracciato, un affare. Pensa di spuntarla subito e ti viene più vicino come per concludere subito. Ma «noi non abbiamo soldi, non abbiamo neanche la borsa dietro vedi? Adesso non compriamo niente».
Lui rilancia e chiede il numero di telefono. «Dammi il cellulare», ce lo chiede con insistenza due-tre volte ma ci sfiliamo «perché il cellulare non lo diamo a nessuno», allora il tizio torna alla carica, ci chiede ancora il telefonino ma nulla. «Perché no? Perché no?». Chiede ma non ottiene niente.
«Dieci grammi quanto li fai?».
Lui rimugina. «Dieci sono 50 euro al gramo».
«Ok. Torniamo un’altra volta, ti troviamo vero?».
«Sì».
Lui sarà lì aspettarci.
Fine della conversazione, in attesa di un altro appuntamento che ovviamente non ci sarà. Lui si defila come un fantasma, torna a confondersi tra le file delle macchine, a nascondersi dietro agli alberi, alle auto parcheggiate, alle aiuole piene di spazzatura, in attesa di qualche altro grossetano che sbuchi in zona, a caccia di stupefacenti. l
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