Sicurezza
Granchio blu, è boom nelle cucine: ora colonizza i ristoranti
I locali della zona sud della provincia di Grosseto, scommettono sempre più nel prelibato crostaceo. Da Orbetello ad Ansedonia a Talamone, nei menu sta diventando un must
Orbetello Chi lo fa con il riso, chi con le linguine e chi alla griglia. È il granchio blu che sta infestando mari e laghi ma che arriva anche sui tavoli dei ristoranti conquistando il palato di molti. Considerato da molti buonissimo, il granchio blu viene non solo catturato ma anche cucinato nei modi più succulenti.
I Pescatori di Orbetello hanno prima iniziato a venderlo nel loro spaccio per farlo conoscere ai cittadini e adesso lo cucinano. Gabriele Lubrano è un pescatore griglista. Armato di coltello lo spacca e lo mette sulla griglia. Dal fuoco al vassoio è un attimo. Una fetta di limone e via sui tavoli.
Sempre a Orbetello, il granchio blu è arrivato anche alla Trattoria da Lucia. «Trova tantissimo successo – dice la titolare Lucia Maggi – e la maggior parte dei clienti lo prendono per la curiosità di assaggiarlo per conoscerne il sapore. Piace tantissimo. Ha un sapore simile all’astice a un costo inferiore. Noi ci facciamo sia il risotto che le linguine. Lo compro dai Pescatori di Orbetello, in pescherie oppure nei supermercati che lo vendono».
Da Lucia lo cucina la cuoca dei primi, Francesca Flori, con la stessa ricetta delle linguine all’astice. Ricetta che però non svela nei particolari, come si addice a ogni vera cuoca.
Anche Fabrizio Amenta, titolare del Tempio di Ansedonia, nei giorni scorsi si è cimentato con la cucina del granchio blu. «Ho voluto provare – dice Fabrizio – ma la ricetta che ho messo in atto non ha avuto una grande riuscita. Proverò cambiando ricetta e vedremo se il risultato sarà migliore».
Per molti il granchio blu è una scoperta fra i fornelli. C’è chi lo cucina come l’aragosta e lo getta nell’acqua bollente. Chi lo mette in padella direttamente da vivo. Chi prima lo congela e poi lo cuoce. Quale sia il procedimento migliore ancora non è chiaro. Ognuno, però, prova la sua ricetta.
Spaghetti al granchio blu si trovano anche al ristorante La Buca di Talamone di Massimo Carpano. «Sono stato io il primo ad assaggiarlo e mi è piaciuto molto – dice Carpano – così lo abbiamo inserito nel menù. I clienti spazzolano i piatti. Piace moltissimo».
A La Buca, la cucina degli spaghetti al granchio blu spettano al cuoco Alessandro Carpano, assistito dalla cuoca del ristorante, nonché mamma di Alessandro e moglie di Massimo, Barbara Fabbrizzi. «I clienti – dice Massimo – si leccano i baffi».
Come lo cucina però resta un segreto. «La ricetta – conclude il titolare del ristorante – è un segreto, non si svela».
Quindi, se è vero che per chi pesca orate, anguille e vongole la presenza del granchio blu è fonte di fortissima preoccupazione, i ristoratori hanno cercato di farlo conoscere servendolo nei loro locali e l’apprezzamento sembra garantito. C’è poi chi, pur avendo ristoranti dove si mangia pesce, ha deciso di non cucinarlo e non solo: non lo ha nemmeno assaggiato. Questo crostaceo che ha invaso i mari italiani però, pur essendo buono e gustoso, rischia di far scomparire tanti tipi di pesce a cui siamo abituati. Per questo il Governo ha stanziato circa 2,9 milioni di euro per la lotta contro il granchio blu. Questi fondi saranno utilizzati per contenere la diffusione della specie aliena e per prevenire ulteriori danni all’economia del settore ittico. Il ministro Francesco Lollobrigida individuerà le aree geografiche colpite dall’emergenza, i beneficiari e le modalità di presentazione delle domande per ottenere i finanziamenti. l
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