Il Tirreno

Grosseto

L’allarme

Orbetello, i pescatori al ministero dell’Ambiente: «Proclamare lo stato di emergenza»

di Ivana Agostini
A sinistra le imbarcazioni dei Pescatori (foto d’archivio Enzo Russo), a destra un “pescato” di granchi blu
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A sinistra le imbarcazioni dei Pescatori (foto d’archivio Enzo Russo), a destra un “pescato” di granchi blu

Il granchio blu attacca pesci e attrezzature si aggiunge all’annoso problema dell’anossia

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ORBETELLO. Il presidente dei Pescatori di Orbetello, Pier Luigi Piro, al ministero dell’Agricoltura per discutere della richiesta dello stato di emergenza della laguna di Orbetello a causa dell’invasione del granchio blu.

L’incontro è avvenuto ieri dopo l’allarme lanciato da Piro e da Andrea Bartoli di Confcooperative Fedagripesca Toscana. Lo stato di emergenza, prima di essere riconosciuto (anche se la strada sembra che porti proprio in quella direzione) avrà bisogno di alcuni passaggi burocratici.

L’incontro è avvenuto al ministero, dove Piro è stato convocato insieme ai rappresentanti di altre zone dove il granchio blu sta distruggendo la produzione di cozze e vongole, il lago di Goro (Ferrara) e la sacca di Scardovari (Rovigo), alla presenza del ministro dell’Ambiente.

Il granchio blu è solo l’ultimo flagello che ha colpito la laguna di Orbetello. «Ha trovato un habitat favorevole – dice Piro – Attacca i nostri pesci e le strutture per la pesca. Mangia le orate più piccole, oltre a vongole e cozze, che sarebbero proprio gli alimenti delle orate, creando un cortocircuito alimentare. Anche la pesca delle anguille è già diminuita del 30%, perché recidono tutte le reti».

Come se non bastasse non si arresta il problema dell’anossia: «Ci sono tre zone critiche, al momento – aggiunge il presidente dei Pescatori – due a levante e una a ponente che stiamo monitorando. Nel 2023 siamo ancora affidati alle condizioni del meteo e per fortuna i venti, almeno per il momento, ci stanno dando una mano a non far precipitare gli eventi. È il momento di intervenire, la laguna ha bisogno di risposte certe».

Su questo fronte arrivano dal governo buone notizie: lunedì è stato approvato in aula un ordine del giorno a prima firma dell’onorevole Fabrizio Rossi (FdI) sottoscritto anche dall’onorevole Marco Simiani (Pd), nel quale si impegna il governo ad affrontare gli atavici problemi della laguna di Orbetello.

«Con l’ordine del giorno appena approvato in aula alla Camera – sottolinea Rossi – si impegna il governo a istituire un tavolo tecnico al ministero dell’Ambiente, sin dal prossimo mese di settembre, per valutare l’opportunità di istituire un consorzio tra enti per la tutela della laguna, che veda tra i protagonisti il ministero, la Regione Toscana, e i Comuni di Orbetello e Monte Argentario, oltre alla Provincia di Grosseto, allo scopo di salvaguardare la laguna e gli ecosistemi a essa connessi».

Sulla stessa linea Simiani: «La Laguna rimane purtroppo un ecosistema fragile, come confermato anche in queste settimane con l’invasione dei granchi blu. Una nuova governance consortile che veda la presenza dei Comuni, della Provincia di Grosseto, della Regione Toscana, ma soprattutto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con risorse statali certe, è oggi indifferibile. Ci sono due proposte di legge di partiti di maggioranza e di opposizione su questo tema depositate in Parlamento da tempo e l’ordine del giorno sottoscritto insieme con il collega Fabrizio Rossi di Fratelli d’Italia è la diretta testimonianza che c’è una reale volontà bipartisan di risolvere le criticità dl territorio. Ci appelliamo al governo affinché promuova in tempi certi e brevi l’istituzione di un consorzio per la gestione della laguna».

Quanto si è verificato ieri a Roma promuove anche la sodddisfazione l’amministrazione comunale di Orbetello. «Siamo molto soddisfatti dell’approvazione dell’ordine del giorno presentato da Fabrizio Rossi che di fatto apre la strada per la futura creazione di un consorzio – sostengono Luca Minucci, coordinatore provinciale FdI e assessore all’ambiente, e i consiglieri comunali Ivan Poccia e Antonio Papini – Finalmente la Laguna avrà un gestore dotato di sua indipendenza e di risorse adeguate».


 

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