Sicurezza
Riva del Sole, rebus concessione. Il Comune di Castiglione: atti da approfondire
La proprietà vuole garanzie per il futuro, giunta in assise
CASTIGLIONE. Il consiglio comunale cammina sulle uova. Lo scorso anno il direttore del Villaggio Svedese, Carluccio Castelli, a nome della proprietà aveva chiesto di poter acquistare la zona che ricade nel patrimonio del municipio e sulla quale sono state edificate nei decenni le villette alla cui manutenzione Riva del Sole è obbligata in virtù dell’accordo stipulato nel 1958 (durata di 90 anni rinnovati ogni 30: l’ultima volta nel 2017, scadenza naturale nel 2047) e che portò alla nascita dell’impianto ricettivo. Il Comune aveva stimato un importo compreso tra i 40 e i 75 milioni di euro, cifre che il privato avrebbe valutato troppo onerose.
A ottobre, quindi, la nuova richiesta: blindare il rinnovo della concessione in modo da avere garanzie per investimenti futuri. Ma dagli anni Cinquanta a oggi le maglie dell’amministrazione pubblica si sono strette (clausole, procedure e termini sono cambiati, non esistevano il partenariato pubblico-privato né il project financing) e nel frattempo il valore di Riva del Sole è mutato (anche nelle ricadute occupazionali sul territorio).
E poi c’è la Bolkestein.
Il Comune prende tempo. Il Villaggio Svedese ha rappresentato una vera e propria svolta economica e turistica per Castiglione della Pescaia, affermandosi come struttura di qualità nella pianificazione dell’offerta di accoglienza dedicata a una comunità straniera. È interesse dell’amministrazione, che ribadisce di essere pronta a collaborare con la proprietà, conoscerne le volontà su ulteriori investimenti di modernizzazione e ristrutturazione.
Ai primi di maggio, però, la mossa a sorpresa: Riva del Sole chiude l’area comune alle auto – escluse quelle dei clienti – cancellando a colpi di cancelli e cartelli una consuetudine in uso da oltre sessant’anni: accesso interdetto dal piazzale delle bandiere al viale fino al Bar Riva, e ancora fino alla spiaggia. L’ex sindaco Dario Viti lancia l’allarme spopolamento delle attività commerciali, e l’attuale prima cittadina Elena Nappi conta di trovare una soluzione prima dell’avvio della stagione turistica. Ma i divieti sono sempre lì.
Il 21 luglio la giunta delibera un atto di indirizzo politico “in merito alle strategie presenti e future sull’area”.
Il consiglio di fine mese viene quindi chiamato ad approvare il documento. Soprattutto dai banchi dell’opposizione, però, si fa presente il caso di un altro Villaggio Svedese più o meno coevo di Riva del Sole: Baia Domizia, nel Casertano, che tra il 2019 e il 2022 finì più volte nel mirino della magistratura, secondo la quale – tra le altre cose – il complesso era stato acquistato dal privato per una cifra irrisoria rispetto al valore reale.
Il timore, a Castiglione, è quindi che il privato – senza la blindatura del rinnovo – possa essere disincentivato a investire, con una conseguente svalutazione del patrimonio dell’ente. Fare un quadro esatto della situazione attuale del Villaggio Svedese, anche in rapporto alla cittadina, diventa quindi imperativo; così come riportare la discussione ai tavoli del consiglio comunale.
«Rinnovare o prorogare oggi un rapporto contrattuale basato su presupposti economici, giuridici e normativi ormai da tempo tramontati, appare un’operazione che merita attenti approfondimenti di tipo giuridico e pratico», riassume infine la sindaca Elena Nappi.
Delibera approvata all’unanimità.
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