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Lirica in piazza a Massa Marittima, ma a cantare è la polemica: «Ristoratori costretti a chiudere»

di Michele Nannini
Il titolare Daniele Astorino (a sinistra) (Foto Marcello Pepe)
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Il titolare Daniele Astorino (a sinistra) (Foto Marcello Pepe)

Troppo restrittiva, secondo un ristoratore del centro, l’ordinanza del sindaco: è costretto a smontare per tre sere gli arredi esterni. Il Comune replica: «Il regolamento parla chiaro»

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MASSA MARITTIMA. La lirica in piazza a Massa Marittima non va d’accordo con l’attività imprenditoriale della zona. Così almeno la pensa Daniele Astorino, uno dei titolari del ristorante “I tre archi” in piazza Garibaldi, a due passi dalla location che ospita l’evento lirico. Il locale ha annunciato la chiusura dell’attività nei tre giorni dei concerti (3, 4 e 5 agosto). Troppo restrittiva, secondo Astorino, l’ordinanza nei confronti del ristorante, costretto a smontare per tre sere di seguito gli arredi e a poter lavorare solo con i residenti e gli addetti ai lavori nei pomeriggi dei concerti.

Il ristoratore
«Nei tre giorni saremo chiusi, costretti a prendere questa decisione perché non sussistono le condizioni per poter lavorare – spiega il titolare dei Tre Archi –, abbiamo un gran rispetto per Lirica in Piazza, manifestazione che porta lustro alla nostra cittadina, però quest’anno sono state accolte dalle istituzioni alcune richieste degli organizzatori che ci costringeranno, nelle serate delle opere, alla sospensione delle concessioni di suolo pubblico con rimozione degli arredi dalle 18,30 fino al termine del concerto. Inoltre dalle 18,30 alle 21 sarà possibile la somministrazione solo allo staff della manifestazione o ai residenti nella piazza. Chiederci di smontare e rimontare tutti gli arredi per tre sere di seguito ci sembra irrispettoso verso chi è sempre stato aperto, anche e soprattutto in periodi nei quali non ne vale nemmeno la pena, ma soltanto per dare un servizio ai cittadini e agli sporadici turisti – continua Astorino –. Non possiamo accettare nemmeno il fatto di poter lavorare in quelle due ore e mezzo solamente con il personale dello staff, non quindi con i nostri clienti massetani o i forestieri che vengono tutto l’anno o che sono clienti da 30 anni. Questo non lo accettiamo e ci scusiamo con i nostri clienti e con tutti gli ospiti di Massa Marittima».

A ricostruire il percorso che ha portato alle ordinanze in vigore sono il sindaco Marcello Giuntini e l’assessora Irene Marconi, annunciando anche un incontro in Comune già da domani per affrontare la questione.

Incontro in Comune
«Per ottenere il rilascio della concessione i titolari dei locali hanno firmato un contratto in cui è chiaramente riportato che il suolo pubblico viene concesso a eccezione dei grandi eventi – spiegano sindaco e assessora – in alcuni giorni dell’anno quindi ci sono delle restrizioni, appunto per Lirica in Piazza e anche per il Balestro quando però nessuno si lamenta. Lirica in Piazza esisteva prima che gli attuali gestori delle attività acquisissero le licenze, crediamo che fare del “vittimismo” non sia corretto, sia fuori luogo e irrispettoso per la comunità e per tutta la macchina organizzativa».

Il sindaco ricorda inoltre come l’evento sia stato ridotto da quattro a tre serate evitando di utilizzare la stessa location per altri grandi eventi come a esempio il Grey Cat. «Abbiamo mantenuto solo Lirica in Piazza e il Balestro che sono gli appuntamenti che più connotano e caratterizzano Massa Marittima e ai quali auspichiamo che nessuno voglia rinunciare. Siamo disponibili – aggiungono ancora Giuntini e Marconi – ad andare incontro ai titolari delle attività, ma ci deve essere un reciproco rapporto di fiducia e di disponibilità a collaborare, cosa non successa lo scorso anno quando fummo costretti a far slittare di ben 40 minuti il posizionamento delle sedie e il conseguente inizio dello spettacolo della prima sera di Lirica in Piazza poiché alcune attività avevano ritardato sulla chiusura non rispettando gli orari concordati ed è per questo che si è resa necessaria l’ordinanza restrittiva di quest’anno seppur meno pesante rispetto ai tempi di chiusura previsti dal contratto per il rilascio della concessione. Siamo comunque disponibili ad ammorbidire l’ordinanza, ci vedremo già domani, ma a condizione che tutti rispettino i patti, cosa che in passato non è avvenuta», viene rimarcato.

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