Il Tirreno

Grosseto

Roccastrada

Ferito con due coltellate: disposta una perizia medica

di Pierluigi Sposato

	Due mezzi della Pubblica assistenza
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Due mezzi della Pubblica assistenza

L’uomo è stato ascoltato Tribunale

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ROCCASTRADA. Quelle coltellate sono state inferte in parti del corpo e con violenza ed effetti tali da determinare un’ipotesi di tentato omicidio? È in sostanza questo il quesito al quale dovrà dare una risposta la dottoressa Valentina Bugelli, medico legale incaricata ieri mattina di compiere accertamenti sull’accoltellamento del maggio scorso a Roccastrada, quella in cui era rimasto ferito all’addome un cinquantenne di nazionalità pakistana, una lite scoppiata in un appartamento. Per quelle coltellate è finito in carcere Ali Hamza, 26 anni, suo connazionale.

La specialista avrà due mesi di tempo per consegnare le proprie conclusioni: le parti si ritroveranno il 15 settembre per discutere la relazione. L’incarico è stato assegnato dal giudice Marco Mezzaluna, nell’ambito di un incidente probatorio chiesto dal pubblico ministero Giovanni De Marco: un’anticipazione dell’eventuale dibattimento, una cristallizzazione delle prove per evitare che si possano disperdere per qualsiasi motivo.

Hamza non è l’unico indagato per quanto avvenuto il 2 maggio scorso: con l’ipotesi che abbia tenuto la vittima per i capelli, per impedirgli di allontanarsi durante l’aggressione, c’è anche il 32enne Amzat Nazir, anche lui pakistano, denunciato a piede libero, difeso dall’avvocato Riccardo Guerra. Ma lui non c’era ieri. Hamza invece sì. E, assistito dall’avvocato Alessandro Bartolozzi in sostituzone della collega Francesca Carnicelli, ha ascoltato il racconto del cinquantenne, che è parte offesa nel procedimento. Un racconto sufficientemente chiaro, pur se mediato dagli interpreti. L’uomo ha detto quanto era avvenuto quella sera, ha spiegato i motivi, ha ricostruito il momento in cui era avvenuto l’accoltellamento. Poi l’uomo era riuscito a guadagnare l’uscita, arrivando in strada e facendosi assistere da un’ambulanza della Pubblica assistenza di Sassofortino in transito per un altro soccorso, molto meno grave.

L’arresto era scattato qualche giorno dopo. Se la lite sia avvenuta per motivi economici, o per un’offesa diretta alla madre, importa per una ricostruzione più puntuale della vicenda. Hamza si era detto «dispiaciuto e pentito» quando era stato portato per la prima volta davanti al giudice, in occasione dell’interrogatorio di garanzia a seguito dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare. Hamza è in carcere in via Saffi.

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