Il dolore
Machete, “storditori” e passamontagna. Grosseto, caos in strada per il set di un video per una canzone rap
Musica alta e via bloccata con le auto: i residenti chiamano la polizia municipale e i ragazzi scappano. Il racconto
GROSSETO. Rumori, passamontagna, uno “storditore elettrico” acceso e un’accetta. Sono da poco passate le 23 ed è ormai calata la notte. Vedere questi ragazzi mascherati e armati mette un po’ di paura a chi, affacciato alle finestre di casa, assiste alla scena.
Siamo al palazzo Cosimini, lato di largo Rattazzi. Una trentina di ragazzi si riunisce: arrivano pochi alla volta, a gruppetti. Sembra proprio che si siano dati appuntamento lì. Alcuni hanno con sé delle bandiere del Brasile, del Marocco e dell’Albania, altri indossano dei passamontagna, altri ancora tengono in mano delle mazze da baseball, dei coltelli, un machete e spunta anche uno “storditore”.
A un certo punto arrivano anche due auto di grossa cilindrata: una Mustang e un’Audi bloccano via Rattazzi per circa dieci minuti, così da non far passare nessuno. Intanto, dei ragazzi si staccano e si sistemano sui punti un po’ più in alto del palazzo per controllare che non arrivi nessuno, specie le forze dell’ordine. D’un tratto, parte la musica, vengono lanciati in aria dei bengala. I ragazzi iniziano a muoversi all’unisono, sembra quasi che stiano ballando. Due di loro riprendono la scena con delle videocamere che hanno tutta l’aria di essere attrezzature professionali. I circa 30 ragazzi che si riuniscono a palazzo Cosimini stanno girando un video musicale. Un nuovo video per lanciare una canzone o, meglio, un pezzo rap. Un pezzo piuttosto irriverente, specie nei confronti delle forze dell’ordine.
Sentendo la musica e il forte rumore, tanti si affacciano alle finestre. Vedendoli armati, alcuni di loro chiamano la polizia municipale affinché intervenga: tra i primi a farlo c’è il coordinatore di zona del Controllo di vicinato, Vincenzo Lanza. A preoccupare il vicinato, oltre al rumore, sono le armi che hanno in mano – anche se in quel momento li tengono in mano solo per il video – e il fatto che abbiano bloccati la strada. In quel momento la municipale è impegnata in altri importanti interventi. Uno dei ragazzi che fa da vedetta si accorge che qualcuno li sta riprendendo: «Via via, arriva la pula», urla uno di loro.
Nel giro di qualche istante, i giovani si dileguano. Quando arriva la municipale, a palazzo Cosimini non c’è praticamente più nessuno. Suo malgrado, il complesso è stato più volte protagonista di episodi di spaccio, violenza, degrado, e chi vive nei dintorni si è ormai abituato a stare sempre in allerta. Girare un video musicale, di per sé, non è un male. Farlo di notte, in una zona residenziale, con diverse armi può creare dei disagi.
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