Sicurezza
Grosseto, i residenti: «Basta polemiche su Almirante. Date un nome a questa strada»
Dieci famiglie che già vivono al BorgoNovo sono sul piede di guerra. Nessun servizio, niente residenza ma il Comune chiede comunque l’Imu
GROSSETO. Le battaglie politiche possono essere emozionanti, trascinanti, appassionare, durare ore infinite, se non giorni, settimane. Ma capita di scordarsi che dietro a quei temi importanti ci sono delle persone. Con le loro vite. A fare indirettamente le spese della questione dell’intitolazione di una via a Giorgio Almirante, una a Enrico Berlinguer e l’altra alla Pacificazione nazionale nella nuova lottizzazione del BorgoNovo sono le famiglie che lì hanno acquistato la casa. Da mesi, infatti, aspettano che la via venga intitolata. «Senza un nome, non possiamo prendere la residenza e non ci sono ancora i bidoni della spazzatura. In compenso, però, è arrivato l’Imu da pagare: non avendo lì la residenza, non risulta ancora come prima casa», dice Marco Coppola, tra i primi ad acquistare una delle villette al BorgoNovo, che si fa portavoce delle dieci famiglie che si sono già trasferite nelle nuove abitazioni.
I disagi dei “residenti”
«Siamo andati ad abitarci ad aprile. L’intitolazione della strada sarebbe dovuta essere questione di pochi mesi, invece sono nate tutte le polemiche che hanno rallentato l’iter», dice Coppola. Lui e le altre famiglie si sono trovati con una casa nuova, ma senza un nome per la via non possono prendere la residenza, farsi recapitare la posta, ordinare qualcosa online e farselo spedire direttamente a casa, prenotare il ritiro di rifiuti ingombranti. «Non essendoci la via non sono ancora stati installati bidoni della spazzatura e non ci sono state consegnate le tessere. Siamo costretti a portarci i rifiuti dietro: chi li butta con la tessera del lavoro, chi con quella di parenti o amici, chi invece è costretto ad andare nei pochi bidoni liberi rimasti in zona. Non possiamo fare altrimenti». I lampioni non sono ancora funzionanti, perciò di notte le strade sono al buio. Le abitazioni dove ci sono già gli inquilini si trovano nella futura via Berlinguer: «Avrei un po’ di pensiero a stare in via Almirante. Non sai mai come potrebbero reagire le persone. Secondo me, c’è da avere paura ad andare avanti con questa decisione, anche se il Comune ha già deciso».
“E io pago”
A giugno è poi arrivata anche una “sorpresa” dal sapore amaro. «Mentre eravamo in giro per gli uffici, c’è stato comunicato che avremmo dovuto anche pagare l’Imu. Non va pagato sulla prima casa, ma siccome non abbiamo ancora la residenza lì, viene considerata alla stregua di una seconda abitazione», dice ancora Coppola. Lui e le altre nove famiglie sono pronti a rivolgersi a un avvocato per valutare di procedere per le vie legali. «Non è giusto che il Comune ci faccia pagare l’Imu, quando è lui stesso che, in un modo o nell’altro, non ci permette di prendere la residenza nelle case che abbiamo comprato».
Strade pro tempore
E intanto i residenti-non-residenti restano in attesa. «Il Comune potrebbe venirci incontro permettendoci, a esempio, di avere una residenza provvisoria in via El Alamein, la strada più vicina, così da avere almeno dei numeri civici temporanei di riferimento, oppure dare una sorta di intitolazione pro tempore alle due vie», dice ancora Coppola. Ma le soluzioni provvisorie sembrano piuttosto lontane. Dal Comune fanno sapere che sono in attesa del provvedimento da parte della Prefettura che darà il nullaosta o meno all'intitolazione delle tre vie: Almirante, Berlinguer e Pacificazione nazionale. Per l’intitolazione di una strada o di una piazza, l’amministrazione deve infatti presentare un’istanza alla Prefettura, la quale chiede e acquisisce i pareri della deputazione di storia patria e della sovrintendenza; pareri che sono obbligatori, ma non vincolanti. La Prefettura fa le sue valutazioni in merito alle ripercussioni che queste intitolazioni potrebbero avere a livello di ordine pubblico e poi emette il provvedimento che può essere favorevole o meno, e quindi dare, in questo caso, il via libero o meno all’intitolazione della via ad Almirante, Berlinguer e alla Pacificazione nazionale. L’istruttoria è già stata avviata.
Il costruttore dispiaciuto
I residenti-non-residenti non sono gli unici che, loro malgrado, si sono ritrovati a essere protagonisti indiretti di una vicenda che nulla ha a che vedere con il quartiere e con le nuove abitazioni. Salvo il fatto, ovviamente, che l’amministrazione abbia deciso di piazzare lì la tanto voluta e discussa “triade” di vie. Anche Alessandro Benelli, il costruttore che ha realizzato il BorgoNovo, si è ritrovato gioco-forza ad avere a che fare con questa bagarre politica, nonostante abbia sempre cercato di restarne fuori, specie per il dispiacere che si sia parlato del BorgoNovo solo dalla prospettiva di via Almirante e non da quella delle innovazioni tecnologiche ed ecologiche che ha inserito al suo interno. Visti i disagi che sta vivendo, in questi mesi, chi ha acquistato al BorgoNovo, Benelli ha deciso di farsi portavoce dei loro problemi con l’amministrazione comunale: «Mi confronto praticamente ogni giorno con uffici, assessori e sindaco per chiedere che venga risolta la situazione. I problemi ci sono, e vanno risolti il prima possibile».
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