Italia
Follonica, imbrattò il muro con lo spray: dovrà farsi curare per un anno
È stato assolto: non era capace di intendere e volere
FOLLONICA. Lo avevano visto due poliziotti liberi dal servizio, mentre imbrattava il muro perimetrale della biblioteca della Ghisa: con una bomboletta spray di colore nero aveva scritto a lettere maiuscole “Gras Gangster Sch”. I poliziotti avevano chiamato i carabinieri, questi lo avevano identificato e denunciato per il danneggiamento di un bene pubblico. Ma l’uomo è stato assolto: non è imputabile, è affetto da un disturbo delirante di tipo persecutorio e di grandezza. Dovrà però farsi curare per un anno.
Fece notizia all’epoca – era il 29 maggio 2021 – questo gesto vandalico. Anche perché in quelle stesse ore erano state scoperte dai carabinieri (ma la responsabilità non gli è stata attribuita nel processo) altre scritte, sia sul muro di via Roma sia su quello dell’area ex Ilva: in italiano, in tedesco, una con ingiurie per le donne follonichesi, una dedicata a Mario Draghi all’epoca presidente del consiglio con la richiesta di “aprire le istituzioni”. Il caso dell’uomo, uno straniero di 33 anni domiciliato a Follonica, è stato trattato dalla giudice Agnieszka Karpinska, che ha riconosciuto la correttezza dell’imputazione, la responsabilità dell’imputato ma anche la sua incapacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti, come accertato dalla perizia affidata nel corso del dibattimento al dottor Romano Fabbrizzi. A sollecitare sia l’assoluzione sia l’adozione di una misura di sicurezza, stante la pericolosità sociale, era stata la viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo. L’avvocata Christine Tortoli si era opposta alla misura.
Quella sera, intorno alle 21,30, tra la biblioteca e la scuola media la pattuglia del radiomobile allertata dai poliziotti aveva trovato l’uomo e, poco distante, la bomboletta di smalto acrilico gettata nel bidone della spazzatura. I carabinieri avevano scattato delle foto, poi lo straniero era stato portato in caserma, identificato e denunciato. Si è trattato sicuramente del danneggiamento (anche perché la rimozione dello smalto non è stata agevole) di una struttura pubblica, osserva la giudice, commessa però da una persona affetta da un disturbo talmente grave da produrre «un’infermità psichica severa». Le conclusioni del perito sono in linea con la relazione del medico della Asl, fatta acquisire dalla difesa. Dunque assoluzione (ma con confisca e distruzione della bomboletta) e misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno, con l’obbligo di seguire un percorso terapeutico dagli specialisti del servizio di salute mentale, con le cadenze e le prescrizioni che saranno stabilite; l’uomo dovrà anche presentarsi ai colloqui e comunicare all’autorità di pubblica sicurezza il domicilio e gli eventuali spostamenti. Il tutto per consentire di agevolare il riadattamento dell’imputato alla vita sociale.
E le medesime motivazioni sono contenute in un altro procedimento, dallo stesso esito, che lo straniero aveva aperto davanti allo stesso magistrato. In quest’ultimo caso per un episodio di violenza privata, avvenuto ancora a Follonica ma nell’aprile 2021. Qui era imputato di essersi messo sotto alla ruota dell’auto di una donna con l’intento di non farla ripartire; poi di averla minacciata, avvertendola che avrebbe trovato l’auto con i freni rotti e che avrebbe fatto la stessa fine del fratello, morto in un incidente stradale; infine, di essersi messo tra lo sportello dell’auto e la donna, percuotendola, strattonandola e afferrandola per i capelli.
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