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Maremma, «l’inflazione è superiore al 12%». Fare la spesa costa 719 euro in più

Maremma, «l’inflazione è superiore al 12%». Fare la spesa costa 719 euro in più

Codacons analizza i dati Istat, record negativo per la Maremma

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GROSSETO. Se per anni a parlare di inflazione sono stati solo gli esperti di economia, oggi questo termine è sulla bocca di tutti, a causa del continuo e generalizzato aumento dei prezzi.Succede in tutto lo Stivale, e il capoluogo maremmano non ne è certo esente: secondo dati Istat analizzati dal Codacons, Grosseto è una delle 14 province italiane che registrano un tasso di inflazione superiore al 12 per cento (su base annua) per quanto riguarda il cibo: la nostra provincia è sul terzo gradino del podio, con un aumento del 12,7 per cento, insieme a Rovigo e Ravenna.

Le famiglie maremmane spendono in media 719 euro in più all’anno per fare la spesa. «Nonostante l’inflazione media sia in frenata nel nostro paese, i prezzi dei generi alimentari registrano ancora aumenti sostanziosi in molte città italiane - spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Un danno per le famiglie: cibi e bevande rappresentano beni primari di cui i cittadini non possono fare a meno. Il Governo farebbe bene a intervenire adottando misure tese a calmierare i listini e combattere le speculazioni e che contribuiscono a mantenere elevati i listini al dettaglio».

I dati del Comune

Anche il Comune pubblica i prezzi al consumo per l’intera collettività, analizzando il Nic, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, per il mese di giugno.

La variazione tendenziale, ossia l’analisi dell’aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, è del +7,6 per cento, mentre quella congiunturale (che ha come riferimento il mese precedente) è dello 0,4 per cento. In mezzo a tanti aumenti c’è anche qualche nota positiva: le spese per l’abitazione, l’acqua, l’elettricità e i combustibili sono aumentati del 10,7 per cento rispetto allo scorso anno, ma sono diminuiti del 2,8 per cento rispetto a maggio. Sono diminuiti dello 0,4 per cento rispetto al mese precedente anche le spese per le comunicazioni, che contestualmente sono aumentate dello 0,5 per cento rispetto allo scorso anno. Restano quasi invariate rispetto allo scorso anno (+0,4 per cento) le spese per i trasporti. Sono aumentate più dell’1 per cento rispetto a maggio solo le spese per servizi ricettivi e di ristorazione.

Dall’anno scorso, i costi per bevande alcoliche e tabacchi nel capoluogo maremmano sono aumentati del 5,3 per cento, mentre quelli per abbigliamento e calzature del 4,5 per cento. Aumentano del 7,6 per cento i costi di mobili e articoli per la casa, e del 4,9 per cento quelli per spettacoli ed eventi culturali. La variazione tendenziale dei prodotti ad alta frequenza di acquisto è invece del 6,8 per cento (ossia per cibo, bevande, tabacchi, spese per l’affitto, servizi per la pulizia e manutenzione della casa, carburanti, trasporti urbani, giornali, servizi di ristorazione, spese di assistenza). Decisamente superiore la percentuale di incremento per i prodotti a media frequenza di acquisto (come spese di abbigliamento, tariffe elettriche, spese acqua potabile e smaltimento rifiuti, medicinali, servizi medici), che è del 9,7 per cento. La variazione tendenziale dei prodotti a bassa frequenza di acquisto è invece del 4,5 per cento.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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