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Morte di Cairoli, 90 giorni per la verità. Eseguita l’autopsia sul manager
Isola del Giglio Iniziati gli accertamenti per capire i motivi del decesso
ISOLA DEL GIGLIO. Novanta giorni per sapere la verità, per capire se ci sono responsabilità, se poteva essere fatto qualcosa per salvare la vita a Fabio Attilio Cairoli, il manager di 58 anni morto una settimana fa dopo un malore che lo ha colto sull’imbarcazione ormeggiata a Isola del Giglio. Sono i giorni che serviranno agli esperti per dare una risposta, attraverso l’autopsia e le analisi che ne seguiranno. Non sono emerse cause macroscopiche per l’attribuzione del decesso dal primo esame eseguito ieri. Ma serviranno ulteriori accertamenti, soprattutto sul cuore, che sarà oggetto di approfondimenti.
Ieri mattina il pm Carmine Nuzzi ha affidato l’incarico al professor Marco Di Paolo, medico-legale dell’Università e (collegati in remoto) al professor Lorenzo Ghiadoni, direttore dell’unità operativa di Medicina d’urgenza dell’Aoup e al professor Michele Edmin, ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare alla Scuola superiore Sant’Anna e direttore del dipartimento Cardiotoracico e dell’Unità operativa complessa di Cardiologia e medicina cardiovascolare alla Fondazione Toscana Monasterio. Un quesito molto complesso e dettagliato, che cerca di far luce su ogni aspetto clinico, con il contributo dei consulenti che le parti - sia gli indagati, sia i familiari di Cairoli parti offese - hanno nominato, e cioè i medici legali Giovanna Morabito, Rossano Santori e Roberto Martini. Nel frattempo, si è aggiunto anche un altro legale alla compagine dei difensori che assistono gli undici indagati per l’ipotesi di omicidio colposo (medici, infermiera, tecnici, soccorritori): è l’avvocato Luciano Giorgi, anche lui a tutela la dottoressa che aveva firmato il referto del laboratorio di analisi relativo a Cairoli, anche lui si è affidato alla dottoressa Morabito come consulente. Gli avvocati Carlo Valle, Patrizia Fabiani, Diego Innocenti, Massimiliano Arcioni e Valentina Chech sono gli altri difensori. Ci sono poi i legali delle parti offese: la compagna di Cairoli, Marilena Blasi, si è affidata allo studio Perroni di Roma, legali lombardi sono stati invece nominati dai due figli, dalla madre e dalle due sorelle di Fabio Attilio Cairoli.
Subito dopo l’accettazione dell’incarico e una volta conclude le operazioni negli uffici della Procura, all’obitorio del Misericordia è stato dato inizio all’autopsia, terminata nel tardo pomeriggio. Poiché l’attenzione si è concentrata sul cuore, questo organo sarà esaminato a parte, con più accuratezza, e servirà qualche giorno in più per arrivare a una relazione definitiva.
Il quesito posto ai tre specialisti dal pm è particolarmente dettagliato e occupa quattro pagine. Come da protocollo ormai standardizzato nei giudizi, affronta nei dettagli un complesso di situazioni per dare risposte il più possibile esaurienti. La consulenza deve aiutare la Procura - e tutte le parti interessate - a comprendere innanzi tutto a cosa siano dovute le cause della morte e se in merito a questa sia possibile individuare dei profili di colpa medica. Se vi sia un eventuale nesso causale tra i comportamenti o le omissioni. È per questo motivo che la Procura ha interessato, iscrivendoli nel registro degli indagati, tutti coloro che erano venuti a contatto con Cairoli in quei giorni, dall’accesso al pronto soccorso fino ai disperati soccorsi sulla barca. I consulenti del pm dovranno consegnare le proprie conclusioni entro il 12 ottobre.
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