Grosseto, la protesta di 500 famiglie: «Senza acqua per i nostri giardini»
Ai 280 utenti del pozzo di via Alluminio si sono aggiunti quelli di via Platino. Troppi i morosi, soltanto il dieci per cento degli interessati paga i 49 euro annuali
GROSSETO. Il quartiere del Verde Maremma è sul piede di guerra per l’irrisolta questione dei pozzi con i quali innaffiare i giardini: quasi cinquecento le famiglie, tutte residenti nella parte sinistra di via Uranio, per chi proviene dalla Castiglionese, chiedono a gran voce di avere risposte, in primis dall’amministrazione comunale, per poter riavere acqua per il verde.
Ai circa 280 utenti del pozzo di via Alluminio, via Ametista, via Alabastro, via Uranio, via Castiglionese, che da mesi hanno firmato una petizione per avere chiarimenti, si sono aggiunti altri duecento utenti del pozzo di via Platino e via Mercurio, che hanno riproposto una raccolta firma che fu presentata nel 2017 da Grazia Volpe, la stessa che oggi solleva la questione.
La pompa da riparare
«Noi abitanti serviti dal pozzo di via Alluminio – spiega Maria Rosaria Venturini, una delle più attive sostenitrici del Comitato Verde Maremma – siamo senz’acqua praticamente dal 21 agosto 2022, giorno in cui la pompa, dopo appena 21 giorni di fornitura, ha smesso di funzionare ed è stata successivamente portata alla ditta Galli di via del Terminillo per la riparazione, azienda nella quale si trova insieme a 60 metri di tubi d’acciaio, in attesa di qualcuno che tiri fuori i 4.400 euro più Iva richiesti nel preventivo».
Nei giorni scorsi una delegazione di residenti e anche tre amministratori sono andati in Comune, all’ufficio verde, dal dottor Marzio Bellagamba. «Il funzionario comunale è stato disponibilissimo – riporta la Venturini – ma non può fare per la nostra causa. Ha invitato gli amministratori a dare vita a un supercondominio, con tanto di codice fiscale, in modo che si possa finalmente provvedere alla riscossione delle rate necessarie per poter far funzionare il servizio».
Con un super condominio, infatti, si potrebbero fare delle ingiunzioni di pagamento alle famiglie morose, atto che non si è potuto fare finora, tanto che delle trecento famiglie che utilizzano il pozzo numero 24 appena il dieci per cento provvedeva a versare la rata di 49 euro annuali. «Se si verificasse questa ipotesi – aggiunge la componente del Comitato Verde Maremma – si potrebbe pensare di pagare la riparazione della pompa e rimetterla nel pozzo per non vedere morire per sempre i nostri giardini con un’altra estate bollente. Qualcuno ci ha detto di aspettare settembre, ma è impossibile perché vorrebbe dire addio alle siepi».
«Attendiamo risposte»
I residenti di via Platino e via Mercurio non sono certo una situazione migliore, la pompa che alimenta il loro pozzo, che copre anche via Galena, si è fermata nel giugno dello scorso anno, a discapito di siepi e giardini sempre più secchi. «Quella dei pozzi del Verde Maremma – continua Maria Rosaria Venturini – è la novella dello stento. I residenti possono utilizzarli, ma non chiuderli con recinzioni e se qualcuno pianta un ombrellone non possono dire niente, perché sono di proprietà comunale. Dieci anni fa Riccardo Megale, all’epoca consigliere di minoranza, interrogò il sindaco Bonifazi, che voleva farci pagare l’acqua per i giardini, sostenendo che “per l’innaffiamento deve essere assicurata una disponibilità di acqua di almeno 2 litri al giorno per ogni metro quadrato di superficie a verde attrezzato (pubblico o privato) e alle strade da reperire nel sottosuolo con pozzi”, facendo leva su una delibera del 1972, che non sappiano se esiste ancora. Noi aspettiamo risposte concrete».
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