Il Tirreno

Grosseto

Turismo

Castiglione della Pescaia, spariscono i pali per il beach volley. Bagnanti delusi: «Un pezzo di storia»

Castiglione della Pescaia, spariscono i pali per il beach volley. Bagnanti delusi: «Un pezzo di storia»

L’assessore Federico Mazzarello: «Ma in realtà non c’è nessuna novità. Mi spiego: lo impone il codice della navigazione, come per tutto ciò che rientra nel demanio»

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Pare che l’idea fosse nata per dribblare il problema dello spazio sulla spiaggia. E così per molto tempo sono rimaste in acqua, a una profondità ovviamente accettabile per consentire di giocare a pallavolo (beach volley, per la precisione) durante la stagione estiva. Chi frequenta Castiglione della Pescaia assicura che fossero un “must”: quei giochi estivi tradizionali che accompagnano le giornate sotto il sole. Gruppi di amici, di tutte le età, pronti a sfidarsi a pallavolo in acqua, con i due pali in acqua a sorreggere la rete.

Ebbene, l’attrezzatura – tra cui i pali inevitabilmente – che era di fronte a vari stabilimenti non c’è più. O meglio, in molti spazi è sparita, sostituita, talvolta, da quella “provvisoria”. Infatti, i più organizzati hanno ovviato procurandosi un set da beach volley in mare di quelli removibili. Gruppi di amici e appassionati che pur di non rinunciare sono andati oltre alla classica colletta sotto all’ombrellone per acquistare un pallone e hanno scelto così di dotarsi di tutta l’attrezzatura. Sì, perché alcuni bagnanti – amareggiati – quest’anno hanno notato l’assenza dei pali (e della rete) per poter giocare a pallavolo in acqua. In alcuni casi, come detto, sostituita da quella removibile. «Erano un’istituzione», scrive qualcuno sui social parlandone al passato.

La tradizione

Un passo indietro. Sulla spiaggia e sui social è partito infatti il tam-tam dell’assenza dei pali e delle reti che, a quanto pare, da anni caratterizzavano il divertimento estivo sulle spiagge di Castiglione della Pescaia. Quest’anno, però, è stata subito fatta notare l’assenza. E sono cominciate a circolare voci, ipotesi, suggestioni da ombrellone a ombrellone (e da smartphone e smartphone).

«Ma in realtà non c’è nessuna novità. Mi spiego: lo impone il codice della navigazione, come per tutto ciò che rientra nel demanio. Le regole per le strutture fisse in acqua son ben delineate dal codice e quindi non c’è nessuna scelta da parte del Comune, ma viene semplicemente applicato ciò che dice il codice», spiega l’assessore Federico Mazzarello.

Cosa cambia

Vietati tout court? In realtà no, ribadisce lo stesso assessore: «Possono essere messi, ma poi rimossi al di fuori dell’orario di balneazione. Ripeto, nessuna novità o scelta dell’amministrazione contenuta in un’ordinanza, semplicemente il rispetto di quanto dice il codice di navigazione al quale attenersi: non possono esserci strutture fisse». Tradotto: installati la mattina, ma poi la sera, a stabilimenti chiusi devono essere rimossi.

Ecco spiegata l’assenza di quelli storici che hanno accompagnato le giornate di molti e lo “spuntare” di quelli removibili, portati da casa, dai più organizzati che proprio non hanno voluto rinunciare al “loro” gioco dell’estate, con la palla da beach volley in acqua. Difficile, d’altronde, per gli stabilimenti installare alla mattina e smontare la sera: ogni giorno, in piena estate, per tutta l’estate. Una difficoltà che ha portato di fatto alla rinuncia per molti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini