Addio a Riccardo, il supermeccanico di Barbanella
Grosseto, per quasi 50 anni simbolo del quartiere
GROSSETO. Per quasi cinquant’anni Riccardo Giannini è stato un’istituzione in quella parte di città che si trova tra lo stadio e Barbanella: era il conosciuto meccanico ciclista di via Anco Marzio.
Riccardo è scomparso ieri all’età di 89 anni, all’ospedale di Misericordia di Grosseto, dopo una malattia. Ma per gli appassionati delle due ruote, siano stato esse biciclette, moto di grossa cilindrata che scooter e vespe Piaggio, il ricordo della sua “arte” è ancora vivissimo: sapevano di trovare in Giannini la persona giusta per avere risposte per i problemi riscontrati nel loro mezzo.
Un autentico mago del settore, insomma.
Riccardo Giannini, che negli ultimi anni prima di cedere l’attività fu affiancato dal figlio Stefano – il quale decise di mettere le sue competenze in altri lavori – aprì quel negozio-laboratorio di via Anco Marzio, angolo via Giulio Cesare, nel 1952, dopo aver fatto esperienza, nell’immediato dopoguerra, appena quindicenne, nella piccola fabbrica Ciucci, specializzata nel montaggio dei telai di biciclette, che gli dette lo stimolo per mettersi in proprio.
«Adorava il lavoro come nessun’altra cosa – ricorda il figlio Stefano – quella bottega era il suo mondo. Passava le giornate ad ascoltare il suono dei motori, che per lui erano melodie. Nel 2000 ha deciso di vendere l’attività, ma spesso passava a rivedere il suo tempio, nel quale si ritrovavano amanti come lui delle due ruote».
Grossetano doc, Riccardo Giannini, oltre alla famiglia – i figli Massimo e Stefano e la moglie Graziella Sandrin, casalinga di origini venete, scomparsa nel 2017 – aveva alcune passioni, a cominciare dal calcio. In gioventù era stato un buon attaccante con la squadra dell’Edera, anche se l’esperienza durò solo pochi anni.
Ma dopo aver smesso l’attività agonistica, si limitava a seguire le esibizioni dell’Us Grosseto allo stadio comunale Zecchini.
Cresciuto in un periodo nel quale Grosseto era la capitale del pugilato, grazie a campioni del calibro di Marconi, Polidori e Baccheschi, non si perdeva nemmeno una delle riunioni organizzate in città dalla promoter Rosanna Conti Cavini e del marito Umberto.
Tra gli hobby, oltre al rito della lettura quotidiana del Tirreno, Riccardo Giannini aveva quello della pesca, che coltivava nei pochi momenti di libertà.
Amici e parenti potranno abbracciare Massimo e Stefano nella funzione religiosa che si svolgerà questa mattina alle 11 nella chiesa del cimitero di Sterpeto.
La salma verrà poi trasferita nel tempio per la cremazione dei prossimi giorni. Seguendo le ultime volontà, i figli metteranno le ceneri nel forno dove riposano i genitori di Riccardo.
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