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Fabio Cianchi va in pensione, tante battaglie insieme al Wwf: «Un’avventura durata 34 anni»
Per il lavoro a Burano fu fondamentale l’incontro con Luigi Calchetti che lavorava all’oasi
ORBETELLO. Avrebbe dovuto prendere il porto d’armi e diventare un cacciatore invece è diventato guardia dell’oasi del Wwf a Burano. È iniziata così la storia di Fabio Cianchi, coordinatore delle oasi Wwf della Maremma che ora, dopo 34 anni di servizio, è andato in pensione.
«Tutto è iniziato il primo aprile 1989 – racconta al Tirreno – quando entrai come guardia nel Wwf. Fu un salto nel buio che fu possibile grazie all’appoggio di mia moglie Maura Galantino, che lasciò il suo lavoro a Orbetello e mi seguì in questa avventura e mi è stata sempre accanto condividendo con me questa passione per la natura».
Cianchi ha sempre amato la natura: «Mi piaceva molto fotografare gli uccelli in laguna – dice – ma non avevo gli strumenti adeguati. Portavo le mie foto a sviluppare da Luciano Arienti che dopo un po’ mi chiese perché facessi foto tutte uguali. Mi invitò a seguire alcune lezioni che teneva la sua associazione di divulgazione fotografica di cui poi sono diventato presidente».
Per il lavoro a Burano fu fondamentale l’incontro con Luigi Calchetti che lavorava all’oasi.
«Con lui andavo all’oasi – aggiunge – In realtà lo facevo perché mi interessava conoscere il vero nome degli uccelli per poi prendere il porto d’armi. Io conoscevo il nome dialettale ma non quello scientifico».
La licenza di caccia, però, Cianchi non l’ha mai presa.
E nei suoi 34 anni di carriera al Wwf non ha mai nemmeno “sparato” contro i cacciatori.
«Nelle scuole ho sempre parlato di natura – dice – Poi ognuno avrà fatto le sue valutazioni e tanti ragazzi oggi sono diventati volontari o hanno comunque maturato una certa sensibilità per la natura».
Fra i momenti più importanti della sua carriera c’è sicuramente la realizzazione, nel 1991, del primo sentiero percorribile dai diversamente abili all’interno di un’oasi del Wwf.
«Lo feci come avrei voluto per un’amica che era sulla sedia a rotelle che aveva il desiderio di venire in mezzo alla natura – ricorda – Era un sentiero unico nel suo genere. Ringrazio Gaetano Benedetto, che all’epoca era il direttore generale del Wwf e approvò la spesa per la realizzazione del sentiero per i disabili».
Fra i momenti più brutti, Cianchi ricorda quello in cui la Provincia di Grosseto permise la caccia in una zona vicina all’oasi.
«Combattemmo molto per far sì che non succedesse – ricorda l’ex coordinatore del Wwf – ma riuscimmo con la forza dei volontari ad averla vinta».
Per questa sua lunga avventura Cianchi ringrazia molte persone con le quali ha avuto il piacere di lavorare e condividere una passione autentica per la natura, fra loro c’è Angelo Properzi che è stato presidente del Wwf di Orbetello, e altre che ricorda con le cariche che avevano quando le ha conosciute: Fulco Pratesi presidente, Fabio Cassola vice presidente, Arturo Osio segretario generale, Antonio Canu responsabile Oasi e Riserve Wwf.
Viceversa, un saluto affettuoso arriva a Cianchi dall’ex sindaco di Capalbio Luigi Bellumori.
«Precursore assoluto della pulizia delle spiagge a mano e non con mezzi meccanici, già dai primi anni’90 ha iniziato a organizzare la raccolta delle plastica sulla spiaggia con i volontari, impegno portato avanti ancora oggi con il supporto di Terre di Sacra. Attraverso la sua laboriosa attività nel 2012 il lago di Burano ha ottenuto il riconoscimento di Meraviglia Italiana. Dal 2013 Cianchi ha avviato il progetto di pesca sostenibile all’interno del lago di Burano. Lo ringraziamo per quello che ha fatto».
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