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Grosseto, un nuovo “no” a via Almirante. Il Pci si rivolge anche a Mattarella

di Nicole Terribile
Da sinistra Lorenzini, Ciaffarafà, Gasperi,  Barzanti e Fedeli (foto Agenzia Bf)
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Da sinistra Lorenzini, Ciaffarafà, Gasperi, Barzanti e Fedeli (foto Agenzia Bf)

Barzanti sollecita Giani e i partiti. «Speriamo che il sindaco ci ripensi»

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GROSSETO.  La questione via Almirante arriva “sulla scrivania” del presidente della Repubblica. Il Pci grossetano presenterà a breve un ricorso straordinario al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per bloccare l’intitolazione di una via grossetana all’ex funzionario fascista Giorgio Almirante e per evitare che ci siano intitolazioni di questo tipo in altre città italiane.

Da mesi, ormai, la città si è spaccata sulla scelta dell’amministrazione di intitolare una via ad Almirante nella nuova lottizzazione del Borgo Novo. Qualche giorno fa sono state consegnate duemila firme raccolte dall’ Anpi e da altre forze antifasciste alla prefetta Paola Berardino per chiederle di non dare il nullaosta all’intitolazione della via. E il Pci vuole fare un ulteriore passo avanti, arrivando addirittura alla prima carica dello Stato. «Abbiamo avviato da maggio un lavoro per la presentazione di un ricorso al Capo dello Stato. Almirante fu responsabile di numerosi delitti consumati sul nostro territorio – dice Luciano Fedeli della Federazione Pci grossetana –. Il ricorso è stato affidato a uno studio legale di Pisa che sta predisponendo il testo».

Dovrebbe essere tutto pronto entro la prossima settimana. Intanto, il Pci rinnova l’invito a partecipare a tutte quelle forze politiche e associazioni che si definiscono antifasciste. «Una proposta aperta al contributo di tutti coloro che voglio tutelare lo spirito antifascista della Costituzione, dare una lettura non revisionista della Resistenza e tutelare la memoria di partigiani e civili caduti per mano dei nazifascisti, con la corresponsabilità di collaborazionisti e di gerarchi come Almirante», dice ancora Fedeli. E non solo.

Il Pci grossetano vuole coinvolgere in questa “lotta” anche il presidente della Regione Eugenio Giani: «Abbiamo inviato una nota al presidente Giani, che si è dichiarato antifascista, affinché il consiglio regionale si esprima in merito al “caso Grosseto”, che rappresenta l’ennesimo insulto alla memoria – dice il segretario regionale del Pci Marco Barzanti –, con atti concreti e un indirizzo che vieti l’intitolazione di vie, strade, piazze, monumenti a gerarchi fascisti. Infine, stiamo predisponendo azioni che mobilitino le federazioni del partito per presentare mozioni e documenti nei Comuni toscani contro la deriva revisionista in atto». Qualcosa di simile era già stato fatto a Massa Marittima, come spiega il dirigente del Partito delle Colline Metallifere Daniele Gasperi: «Avevamo invitato il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, a proporre una mozione al consiglio per esprimere il disaccordo nei confronti del Comune di Grosseto per la scelta assurda di intitolare una via ad Almirante. Il sindaco Giuntini – continua – ha raccolto l’invito e la mozione è stata approvata. Auspichiamo che l’esempio sia seguito anche dalle altre amministrazioni e la mozione diventi “virale”». Il Pci rivolge anche l’ennesimo appello al sindaco del capoluogo, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, affinché ci ripensi. «Secondo il manifesto della morte firmato da Almirante, mio nonno sarebbe dovuto essere fucilato: aveva due figli partigiani e uno, mio padre, che combatté per la liberazione. Speriamo che Vivarelli Colonna ci ripensi», dice Sabrina Ciaffarafà del comitato regionale del Pci.

 

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