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Il caso

Insegnante accusato di violenza sessuale dalla donna conosciuta su internet si difende: «Si è inventata tutto»

Insegnante accusato di violenza sessuale dalla donna conosciuta su internet si difende: «Si è inventata tutto»

L’uomo spiega la sua versione: «Avevo paura, volevo che lei se ne andasse. Sembrava gelosa, diceva che mi avrebbe rovinato e minacciava l’autolesionismo»

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GROSSETO. «Ho chiamato io i carabinieri. Avevo paura». L’insegnante denunciato per violenza sessuale, fisica e psicologica da una donna che aveva ospitato a casa sua per alcuni giorni, racconta a Il Tirreno la sua versione dei fatti.

Tutto è successo alcuni giorni fa in un comune dell’entroterra grossetano. I due, ultracinquantenni, dopo aver stretto amicizia sui social hanno deciso di conoscersi. «Mi aveva chiesto amicizia su Facebook – racconta l’uomo – e io le ho chiesto come le fosse arrivato il mio nome. Mi ha spiegato che lei aveva frequentato già il territorio. Parlando mi ha manifestato il desiderio di venire a trascorrere alcuni giorni in Maremma. A quel punto le ho proposto di venire da me. Un invito che non aveva nessun secondo fine particolare».

A quel punto la donna, che risiede nel Lazio, ha accettato la proposta ed è arrivata a casa dell’uomo. «Sono andato a prenderla – continua l’uomo – siamo andati a cena. Tutto sembrava andare bene». Fra i due ci sono stati anche momenti di intimità che dice l’uomo, sarebbero stati cercati dalla donna: «Era lei che proponeva e tutto è avvenuto in maniera consensuale», sostiene l’insegnante.

Anche il secondo giorno insieme sarebbe trascorso in armonia con delle passeggiate nei luoghi più caratteristici del territorio dove l’uomo risiede. Il professore, però, nel frattempo, racconta ancora di aver iniziato ad avere alcune preoccupazioni: «Come ricevevo una telefonata o un messaggio, lei mi guardava in modo particolare: guardava con la coda dell’occhio come se fosse gelosa delle telefonate e dei messaggi che ricevevo».

Di qui, stando alla versione dell’insegnante, la decisione: «Quando ho visto che le cose stavano prendendo una piega che a me non andava bene le ho detto che avrei gradito che partisse perché io non avevo intenzione di diventare il suo uomo. Queste parole, probabilmente, devono aver provocato un terremoto dentro la signora che da quel momento, in più occasioni, ha manifestato di voler mettere in pratica atti di autolesionismo. Ogni volta che questo succedeva cercavo di calmarla. Ero molto spaventato per quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze per lei e per me. Ha iniziato a dirmi che me l’avrebbe fatta pagare, mi avrebbe rovinato. L’indomani mattina le ho proposto una passeggiata lungo un corso d’acqua. Quando siamo tornati indietro è caduta in una buca facendosi male al ginocchio».

Una botta che, sempre secondo il professore, sarebbe diventata il pretesto per restare a casa dell’uomo: «Voleva fare delle visite e ho cercato di prenotarle un esame in più centri specialistici. Il ginocchio, però, ogni volta che riuscivo a prenotare, per incanto migliorava. E nonostante il male all’articolazione lei mi proponeva di avere dei rapporti».

Le cose sarebbero andate avanti così fino al punto di rottura. «Non c’era verso di farla andare via. Sono riuscito a metterla fuori casa ma lei è riuscita a rientrare», racconta sempre l’insegnante, che sarebbe corso ai ripari: «Ho chiamato anche mio nipote perché la facesse ragionare. Mentre lui la intratteneva ho chiamato la mia avvocata che mi ha consigliato di chiamare i carabinieri. Sul momento sono stato titubante, poi ho capito che era l’unica cosa da fare. I carabinieri hanno chiamato anche l’ambulanza per portarla in ospedale, anche per farla visitare al ginocchio». Quando poi la donna è arrivata al pronto soccorso ha detto ai medici di aver subito violenza.

L’avvocata conferma quanto detto dal suo cliente: «Mi ha chiamata terrorizzato, gli ho consigliato di chiamare i militari, non potendo buttarla fuori casa con la forza. Mi è sembrata l’unica cosa da fare. Ma lui era davvero impaurito per quello che la signora avrebbe potuto fare».


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