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La sentenza

Grosseto, Confcommercio perde il ricorso contro l’ampliamento del Maremà

Grosseto, Confcommercio perde il ricorso contro l’ampliamento del Maremà

Il Tar Toscana era chiamato a valutare varianti e disposizioni dirigenziali. Unicoop: «Finalmente ci è stata data ragione su una questione risalente al 2016»

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GROSSETO. Un noto motto recita: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Non sempre è così. A volte, anche partecipare ed essere presenti può fare la differenza. È un po’ quello che è successo all’associazione Confcommercio Grosseto che si dice soddisfatta, nonostante abbia perso il ricorso al Tar presentato nel 2017 contro l’ampliamento del centro commerciale Maremà.

Ma facciamo un passo indietro. Il ricorso è stato proposto sei anni fa da Confcommercio, assistita dagli avvocati Alberto Caretti e Riccardo Tagliaferri, e firmato dai sindacati di categoria dell’associazione (Federmoda e Federcarni) e da Bricolarge, azienda di proprietà di Giulio Gennari, che è poi divenuto presidente dell’associazione nel luglio 2021. Il ricorso è stato presentato contro il Comune di Grosseto, difeso dagli avvocati Susanna Cruciani e Francesco Massimo Pozzi, nei confronti di Igd (Immobiliare grande distribuzione) e Unicoop Tirreno, difesi dall’avvocato Giovanni Genta, e contro Butali spa, difeso da Nellina Pitto.

I motivi del ricorso

Il ricorso verte su nove motivazioni piuttosto tecniche, ai quali si sommano i motivi aggiunti depositati lo scorso anno. Il primo ricorso riguarda – tra l’altro – il mancato rispetto, secondo Confcommercio, di diverse normative da parte del Comune per quanto riguarda l’impatto della nuova superficie di vendita sugli esistenti esercizi di vicinato, errori di calcolo nel computo delle superfici di vendita e questioni di incompetenza su chi ha emesso l’atto (la variante al piano attuativo è stata approvata da un dirigente invece che dal consiglio comunale). Le motivazioni sono state poi integrate lo scorso 12 dicembre: le autorizzazioni rilasciate dai dirigenti avrebbero consentito l’apertura di due grandi strutture di vendita non previste dal piano attuativo, le superfici dei quattro esercizi interni a una delle due grandi strutture di vendita sarebbe superiore alla superficie di quest’ultima e, inoltre, l’apertura delle nuove strutture sarebbe avvenuta senza il rilascio dei necessari titoli edilizi. Con un altro ricorso, Confcommercio ha impugnato l’approvazione dell’amministrazione del Piano attuativo per la diversa dislocazione degli edifici da realizzare nell’area, con due nuovi fabbricati e alcune opere di urbanizzazione, come il collegamento viario tra la rotatoria di via Germania e via Giordania.

La sentenza

Qualche giorno fa è arrivata la sentenza del Tar Toscana che ha in parte respinto e in parte dichiarato inammissibili il ricorso principale e il primo dei due ricorsi presentati per motivi aggiunti, mentre il secondo è stato dichiarato inammissibile. Il Tar ha stabilito che i ricorrenti dovranno pagare le spese di lite (4mila euro più Iva e altro per ciascuna parte costituita nel procedimento). Una sentenza che arriva a circa otto mesi di distanza da un’altra decisione del Tar che aveva avuto un esito diverso: nel 2016, Unicoop Tirreno aveva presentato ricorso – bocciato dai giudici amministrativi – contro il Comune impugnando le delibere del consiglio con le quali era stata approvata la variante normativa al Piano strutturale. Quella variante introduceva, secondo Uniccop, limiti allo sviluppo del Polo integrativo di servizi nell’area della Cittadella. Proprio nel 2016 ci furono le elezioni, poi vinte da Antonfrancesco Vivarelli Colonna con il cambio di maggioranza in consiglio (da centrosinistra a centrodestra). Il ricorso presentato da Unicoop verteva su decisioni prese durante il secondo mandato di Emilio Bonifazi, mentre il ricorso presentato da Confcommercio riguarda disposizioni dirigenziali e provvedimenti del primo Vivarelli Colonna.

Tutti soddisfatti

C’è soddisfazione tra i vertici di Unicoop Tirreno: «Siamo soddisfatti. Finalmente ci è stata data ragione su una questione che va avanti dal 2016». Per il momento, però, non si sbilanciano sul futuro. Il progetto che Unicoop aveva presentato due anni fa al Comune per il completamento del Maremà prevedeva una nuova superficie di vendita non alimentare, un cinema multisala e una struttura dedicata al terziario. Nonostante la sentenza del Tar, Confcommercio si dice comunque soddisfatta. «Un primo esito di una vicenda partita sei anni fa. Ora si apre una fase nuova che ci auguriamo possa essere caratterizzata da una più proficua interlocuzione con chi sta lavorando alla redazione del Piano strutturale e del Piano operativo della città». Secondo l’associazione, uno degli elementi più interessanti della sentenza è che il Tar non ha escluso l’interesse di Confcommercio e degli altri attori a promuovere il ricorso. «In alcuni passaggi le argomentazioni dei giudici sono così sbrigative che richiedono necessariamente un approfondimento maggiore per una loro compiuta comprensione». Ma il motivo per il quale Confcommercio si ritiene tutto sommato soddisfatta è che «il ricorso ha fino a oggi impedito/bloccato l’ampliamento del Maremà. Ampliamento che il Comune aveva già immaginato e per certi versi dato per scontato. Riteniamo che senza questa nostra determinata iniziativa l’ampliamento sarebbe stato già realizzato, con conseguente e ulteriore aggravamento dei danni a carico degli esercizi di vicinato, in particolare di quelli del centro storico». Insomma, hanno perso al Tar, ma hanno comunque raggiunto il loro obiettivo, almeno per il momento.


 

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