Gioco
Guardia medica notturna a Grosseto, si cambia: la riorganizzazione slitta ad agosto
Vertici decisivi per risolvere il nodo degli organici e dei posti letto
GROSSETO. Il nuovo piano di riorganizzazione del servizio di guardia medica notturna all’ospedale Misericordia di Grosseto sarà rinviato di un mese. Il via non sarà più il primo luglio, come sembrava inizialmente, bensì la data verosimile è quella del primo agosto. Trenta giorni in più per trovare la quadra tra i numeri del personale sanitario e i posti letto: una quadra invocata dai professionisti dei reparti interessati che nei giorni scorsi si sono incontrati con i vertici dell’ospedale per parlare proprio della riorganizzazione. Un incontro dal quale riparte Michele Dentamaro, direttore del presidio ospedaliero.
«L’incontro – spiega – si è svolto con i firmatari della lettera (che rappresentavano i medici dei reparti del Misericordia di malattie infettive e nefrologia) e con gli altri responsabili di reparto. In questa fase, ancora interlocutoria, non erano presenti i sindacati che ci saranno comunque a partire dal prossimo incontro. I firmatari hanno ribadito le loro preoccupazioni, riguardo i carichi di lavoro con il nuovo piano del servizio di guardia medica notturna che partirà verosimilmente il primo agosto e non più, come previsto originariamente, il primo luglio. Questa proroga è stata dettata da due fattori: da un lato ovviamente per vagliare eventuali altre proposte nel corso dei nuovi incontri, a partire da quello con le sigle sindacali; dall’altro tenendo conto che la necessità della riorganizzazione – l’arrivo, cioè del nuovo servizio all’ospedale dell’Unità di terapia intensiva pneumologica (Utip) – partirà dal primo agosto».
Poi la ratio del nuovo piano: «Una premessa doverosa: è logico che di fronte a numeri diversi, più corposi, in termini di personale sanitario, avremmo optato per altre soluzioni. Venendo al nuovo piano proposto, gli pneumologi, alla luce della nuova Utip, andranno a fare una loro guardia individuale. Il modello che abbiamo proposto, ripeto, a fronte del nuovo servizio e dei numeri che abbiamo a disposizione, prevede una guardia garantita a rotazione dai dirigenti medici di medicina interna, nefrologia e malattie infettive. Pneumologia, come detto, avrebbe una guardia sua: l’apertura dell’unità determina il bisogno di autonomia. A oggi – ricorda Dentamaro – la disposizione della guardia medica notturna all’ospedale è la seguente, a notte: una guardia (e cioè un medico presente la notte) suddivisa tra i reparti di medicina interna e nefrologia e un’altra guardia tra malattie infettive e la pneumologia. Con il nuovo modello non cambia il numero di medici, bensì il numero di letti da gestire. È bene precisare che poi, in tutta l’area, abbiamo anche altri setting che vanno autonomamente».
E conclude ancora il direttore: «Logico che il nostro obiettivo sarebbe quello di creare un’ulteriore guardia, passando a due per 77 letti, ma questa nostra volontà chiaramente è legata alle risorse di personale a disposizione in questo momento. Ecco, se arrivassero i medici dai concorsi o per trasferimento, riusciremmo a svolgere le due guardie per i tre reparti, invece che una per 77 letti (la legge prevede una guardia per 80 posti letto come tetto massimo consentito): la medicina interna avrebbe così una guardia e gli altri due un’altra guardia, oltre a quella dell’Utip. Che poi sarebbe quello che desideriamo: ma, ribadisco, a oggi le risorse per farlo non sono sufficienti. Sono in atto concorsi e ci saranno assunzioni, certo i tempi non sono chiari, ma speriamo che entro l’arrivo del nuovo piano si possa contare su nuove risorse». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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