Sicurezza
Orbetello, ex ristorante devastato da teppisti: il giudice assolve due giovani
Risale al 2017 il raid nel locale a picco nella cala, tra vetri rotti e calcinacci
ORBETELLO. «Assolti per non aver commesso il fatto». Era il 2017 quando sei ragazzi, quattro minorenni e due appena maggiorenni (una di Orbetello e uno di Porto Santo Stefano), furono denunciati dai carabinieri per danneggiamento e violazione di domicilio. Erano stati trovati da una pattuglia dentro i locali di un ex ristorante a Cala Moresca, sulla Panoramica a Porto Stefano.
Le loro urla avevano richiamato l’attenzione di una pattuglia che si trovava in giro per un servizio di perlustrazione del territorio e che si era fermata. Il locale, chiuso da tempo, era vandalizzato: vetrate rotte, muri danneggiati e calcinacci e pietre ovunque.
Alcuni ragazzi furono trovati con calcinacci in mano. Da quel giorno è iniziato per loro un iter processuale che, per i minorenni, si è subito interrotto: il procedimento davanti al tribunale dei minori infatti è stato subito archiviato. È rimasto in piedi il procedimento nei confronti di due giovani che all’epoca dei fatti avevano 18 anni. Il processo nei loro confronti si è concluso in questi giorni davanti al tribunale di Grosseto dove i due ragazzi sono “usciti” indenni da questa storia. Il giudice Andrea Stramenga li ha assolti per non aver commesso il fatto. In pratica, in base al materiale portato dagli avvocati, è emerso che quel ristorante era accessibile a tutti. Una situazione che gli avvocati hanno provato mostrando al giudice anche foto pubblicate sui social di persone che vanno a farsi fotografare sul tetto dell’ex locale con dietro il panorama dell’Argentario. Chiunque poteva avere accesso all’ex ristorante e mettere in atto gesti di vandalismo. Pietre e calcinacci sarebbero stati poi la conseguenza di una ristrutturazione iniziata e mai portata a termine. Il giudice renderà pubbliche le motivazione fra 90 giorni, ma intanto per i due ragazzi maggiorenni finisce un periodo di ansie e di preoccupazioni. Il degrado interno al locale, che viene anche usato come riparo per i senza tetto, potrebbe dipendere dalle moltissime persone che hanno avuto accesso all’ex ristorante nel corso del tempo. A commettere quei danni, però, secondo il giudice, non sono stati i due ragazzi.
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