Lutto
Grosseto, pronto soccorso del Misericordia già sotto assedio: ecco gli specializzandi
Sos guardia medica turistica, cambia quella notturna. L’ospedale di via Senese si prepara ad affrontare l’emergenza caldo e a distribuire rinforzi ai presìdi della provincia
GROSSETO. Due settimane fa, Asl comunicava a prefetta e sindaci l’impossibilità di attivare la guardia turistica. Dieci giorni dopo, l’azienda sanitaria preannunciava l’accorpamento della guardia medica notturna per tre reparti del Misericordia a partire dal 1° luglio; Asl precisava con una nota che il numero dei medici di guardia sarebbe rimasto lo stesso, scatenando gli specialisti che chiedevano un incontro alla direzione per chiarire i termini della nuova organizzazione.
Una coperta cortissima quella dei camici bianchi, con carichi di superlavoro che rischiano di ricadere interamente sulle spalle dei colleghi in reparto – di conseguenza – sulla qualità del servizio a cittadini e turisti. Le avvisaglie ci sono già tutte; ma, per fortuna, anche alcune contromisure.
Con ordine. Dal tempo del Covid, i medici disertano i bandi di reclutamento Asl, quindi non ci sono “teste” per attivare la guardia turistica. Nel frattempo al Misericordia viene attivata una nuova unità di terapia intensiva pneumologica: un valore aggiunto che va a sanare una criticità endemica dai tempi prima del Covid. La nuova unità richiede la presenza di dottori 24 ore su 24, camici bianchi che devono rimanere nel reparto.
La guardia medica notturna, però, era sempre stata gestita con modalità interdivisionale: malattie infettive, medicina interna, nefrologia e – appunto – pneumologia. Senza più quest’ultima, i colleghi rimanenti devono gestire 76 letti in tre reparti su sei piani. «Un aggravio per chi resta la notte, specialmente quando ci sono le ferie», conferma Paola Pasqualini, presidente dell’Ordine dei medici di Grosseto; che precisa: «Chi fa il turno di notte non lavora la mattina stessa né la mattina del giorno dopo, il che comporta anche un altro aggravio: dal punto di vista clinico».
Nel frattempo, grazie all’arrivo dei turisti, la popolazione cresce ogni giorno; e con essa – non essendoci il servizio di guardia dedicato – gli accessi ai pronto soccorso, già a livelli record.
«Al Dea di Grosseto, punto di riferimento area grossetana, già a maggio abbiamo avuto più accessi rispetto al 2019 (anno di riferimento pre Covid): quasi 196 al giorno: il valore più elevato dell'intera zona sud est», conferma Mauro Breggia, responsabile dell’area dipartimentale Pronto soccorso e medicina d'urgenza - area provinciale grossetana, e direttore dell’unità operativa complessa di Medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza del Misericordia. E specifica: «Nei primi 15 giorni di giugno abbiamo registrato un ulteriore incremento di presenze: dopo un picco da 220 stiamo verificando circa 207 pazienti quotidiani nel 70-80 percento dei giorni della settimana».
Nello stesso periodo preso in esame, al pronto soccorso di Orbetello la media era di 57 pazienti al giorno, 40 a Massa Marittima e una ventina a Castel del Piano e Pitigliano.
L’andamento a livello provinciale vede anche un rialzo per le due settimane correnti, causato dalla chiusura delle scuole (a cui si aggiungerà la fine degli esami di maturità). Fra tutti i presìdi è rispettata la seguente proporzione: i codici a bassa e media complessità rappresentano il 50 per cento degli accessi, il 40 è composto da urgenze differibili e il rimanente 10 suddiviso tra urgenze indifferibili ed emergenze con priorità assoluta.
E il direttore avverte: «Tutto questo senza “emergenza caldo”, che prevedo arrivi in questi giorni con maggiori accessi di categorie “difficili”: anziani disidratati, coliche renali, colpi di calore, gastroenteriti e patologie da raffreddamento improvviso, senza contare i malati cronici le cui condizioni peggiorano con la stagione».
In questo contesto, la presenza di camici bianchi diventa – letteralmente – vitale. Motivo per cui lo stesso Breggia ha fatto ricorso al decreto Calabria, che offre alle aziende ospedaliere la possibilità di assunzione dei medici specializzandi grazie a un canale parallelo rispetto a quello dei normali bandi di concorso: «Muovendoci nelle griglie burocratiche, il decreto (che è stato poi ripreso dalla delibera regionale numero 532 di maggio) ha consentito la messa in sicurezza dei pronto soccorso».
Come? «Nell’area grossetana abbiamo fatto molta fatica, ma anche grazie alla collaborazione con il 118 (siamo riusciti a ottenere un orario provinciale) possiamo garantire al personale i 15 giorni di ferie e fare assunzioni (anche pro tempore) di specializzandi in medicina di urgenza, con contratti da luglio a dicembre», risponde ancora Breggia, che grazie al decreto ha potuto aggiudicarsi un manipolo di giovani (più un “ex” fresco di pensionamento): «Assegneremo loro i casi più semplici e potremo distribuirli fra i pronto soccorso della provincia».
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