Gioco
Badante rubò i gioielli, il suo ex condannato per ricettazione
Massa Marittima, dopo il furto a un’anziana lo lasciò e lui la denunciò per rivalsa
MASSA MARITTIMA. «La stro*** si è fatta». Massimiliano Ferrari, grossetano classe 1978, cercò con queste parole di trovare un modo per evitare «un casino grosso» nato da una “vendetta sentimentale”; non sapendo, però, di essere registrato.
I fatti risalgono al periodo fra settembre e ottobre del 2020. La compagna di Ferrari (che ha definito la propria posizione processuale con un altro rito) era riuscita in più occasioni a entrare nell’abitazione di un’anziana, residente a Massa Marittima, per la quale lavorava saltuariamente come badante. In quei giorni aveva portato via l’intero patrimonio di preziosi per un valore di circa 15mila euro, che aveva poi rivenduto – alternandosi con Ferrari – a un “compro oro” di Follonica.
Un meccanismo fruttuoso per i due, che tuttavia andò a gambe all’aria poco dopo. A un certo punto, infatti, la compagna di Ferrari decise di porre fine alla relazione. Una decisione alla quale l’uomo reagì in maniera imprevedibile.
Ferrari chiamò dunque il figlio dell’anziana e gli rivelò quello che aveva fatto la (ormai ex) compagna.
Non appena si accorse di essersi “incastrato” da solo – prova ne sono le ricevute del compro oro – Ferrari cercò di rimediare. Disse al figlio dell’anziana di essere rammaricato «di aver dato questo dispiacere alla tua mamma», confessando di aver fatto «un errore madornale, una cosa bruttissima».
I carabinieri fecero tutti gli accertamenti del caso, e così alla fine si andò a processo.
Il decreto di citazione a giudizio fu emesso il 19 marzo 2021. La prima udienza, il 25 giugno, fu rimandata perché il difensore aderì all’astensione proclamata dalle Camere penali. Si tornò in aula il 10 dicembre: in quell’occasione si costituì la parte civile, fu dichiarata l’apertura del dibattimento e furono ammesse le prove.
Con un nuovo rinvio per la citazione dei testimoni del pubblico ministero, si arrivò poi al 16 settembre 2022 con l’inizio dell’istruttoria dibattimentale proseguita alle udienze del 20 gennaio 2023 e poi del 14 febbraio, quindi a quella del 14 aprile con il rinvio del processo per la discussione.
All’udienza di mercoledì scorso, infine, dopo l’intervento del viceprocuratore onorario Leonardo Brogi, il giudice Adolfo di Zenzo ha pronunciato la sentenza nei confronti di Ferrari, libero assente e difeso di fiducia dall’avvocata Barbara Fiorini del Foro di Grosseto.
Di Zenzo ha dichiarato Massimiliano Ferrari colpevole del reato di ricettazione e – concesse le circostanze attenuanti generiche – lo ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Il giudice ha inoltre ritenuto che Ferrari debba pagare 6mila euro a titolo di risarcimento danni in favore della parte civile, così come altri mille e 600 euro in favore dello Stato per le spese processuali sostenute sempre dalla parte civile (oltre a spese generali, Iva e Cpa, cioè la cassa previdenza avvocati).
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