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Le indagini

Grosseto, omicidio in villa: ascoltata la figlia della vittima dal letto di Psichiatria

Grosseto, omicidio in villa: ascoltata la figlia della vittima dal letto di Psichiatria

I carabinieri confrontano i rilievi con la versione di Benedetta Marzocchi: trovò lei il corpo senza vita della madre

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GROSSETO. Grazie al nulla osta rilasciato dai medici dell’ospedale Misericordia, nei giorni scorsi i carabinieri hanno potuto finalmente ascoltare Benedetta Marzocchi come testimone dei fatti.

Ai militari, la figlia cinquantenne di Giuseppina De Francesco, la 74enne trovata senza vita giovedì 8 al primo piano della villa di famiglia a Istia d’Ombrone, avrebbe confermato la sua versione dei fatti. L’ultima volta in cui la donna – sotto choc – aveva parlato con i carabinieri era stata proprio quel giorno, dopo il rinvenimento del corpo della madre e prima del ricovero nel reparto di Psichiatria.

Proprio dal reparto, Marzocchi avrebbe nel frattempo raccontato al personale medico di aver subito lei stessa un’aggressione, aggiungendo poi che autore della presunta violenza sarebbe stato un gruppo di uomini dal capo coperto.


Le sue parole, tuttavia, non hanno mai convinto fino in fondo gli inquirenti, che oggi possono finalmente metterle a confronto i rilievi compiuti nell’abitazione in più sopralluoghi (anche con l’ausilio dei colleghi del Ris di Roma).

Elementi preziosi per il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che coordina le indagini.

Che l’anziana fosse stata uccisa non era mai stato messo in dubbio. Lo stesso pm ne era certo già al primo accesso alla villa di Istia d’Ombrone. L’autopsia eseguita dai dottori Valentina Bugelli e Mario Gabbrielli, alla presenza di un consulente di parte, aveva poi chiarito la dinamica.

De Francesco era stata aggredita in camera da letto con un oggetto contundente. Ne era nata una colluttazione proseguita nella stanza adiacente e conclusa con l’anziana prona in un lago di sangue. Causa della morte un mix di dissanguamento, lesioni e schiacciamento a terra.

Rilasciata la salma, la famiglia ha deciso per una cerimonia funebre nel più stretto riserbo.

Non essendoci ancora un indagato per il delitto, l’avvocato dei Marzocchi (Enrico De Martino del Foro di Siena) non ha potuto che consigliare loro di attendere lo svolgersi degli eventi.

 

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